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📚 Parte di una raccolta
Parte 12 della raccolta «I miei primi racconti » di Silvia De Angelis (26 racconti)
Dialettali 7 novembre 2010 · lettura 3 min · 3209 letture

Pierpaolo pasolini

Silvia De Angelis 55 racconti pubblicati
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Eminente figura della letteratura italiana del  900 questo eclettico autore si è distinto nello scrivere , nel poetare ed in altre innumerevoli attività artistiche.

Grande artista e intellettuale, dotato di peculiare versatilità, ha lasciato inverosimili, validi contributi nelle sue variegate opere.

Si è soffermato profondamente sulla trasformazione della società italiana, dal dopoguerra sino alla metà degli anno ’70, suscitando diatribe per l’estremismo delle sue osservazioni fortemente critiche verso la borghesia e il consumismo, ma anche nei confronti del Sessantotto e dei suoi protagonisti.

Per Pasolini il friulano rappresenta la lingua essenziale, più intensamente lingua della madre.

Troviamo in lui un duplice aspetto comportamentale, in parte molto coinvolto, dall’altra di distacco sperimentale di fronte all’argomento linguistico, definito da lui stesso come coesistenza di “un eccesso di ingenuita” con “un eccesso di squisitezza”.

Nei suoi componimenti si riflette una tematica composta dal triangolo madre – giovinezza – morte.

La presenza dell’essenza friulana  si pregna di un mondo leggendario, quasi onirico, vissuto, in parte, come un senso di colpa, da chi non ne è partecipe fino in fondo.

Tantissime le sue opere in friulano fra cui : Poesie a Casarsa, Suite Furlana, Tetro entusiasmo, Tal cour di un fruit e Poesie Dimenticate

 

 

 

O me donzel  di Pierpaolo Pasolini (dialetto friulano)

 

O me donzel ! Jo i nas

ta l’odòur che la ploja

a  suspira tai pras

di erba viva… I nas

tal spieli da la roja.

 

In chel spieli Ciasarsa

-coma pras di rosada –

di timp antic a trima.

Là sot, jo i vif di dòul,

lontan frut  peciadòur,

 

ta un ridi scunfuartàt.

O me donze, serena

la sera a tens la ombrena

tai vecius murs : tal sèil

la lus a imbarlumìs.

 

T R A D U Z  I O N E

 

O me giovinetto nasco

nell’odore che la pioggia

sospira dai prati

di erba viva  nasco

nello specchio della roggia

 

In quello specchio Casarsa

come i prati di rugiada

trema di tempo antico

Là sotto io vivo di pietà

lontano fanciullo peccatore

 

in un riso sconsolato

O me giovinetto, serena

la sera tinge l’ombra

sui vecchi muri : in cielo

la luce accesa

 

💬 3
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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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complimenti Silvia ! (Giovanna De Santis)

Ti faccio i miei più sinceri complimenti. Ciao. (Stefano61)

Commenti (3)

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Sergio Melchiorre7 novembre 2010

Grazie d'aver dedicato un bellissimo articolo allo "scrittore- corsaro", l'autore che ho studiato con interesse e amore.
In Italia, purtroppo, oggi, manca un intellettuale, scrittore, poeta, giornalista, polemista... come Pasolini. Ne sentiamo la mancanza.
Ho reso omaggio alla sua scomparsa, dando il suo nome al mio primogenito.

Veitla7 novembre 2010

Grazie per avercelo ricordato...è un fiore per lui questo scritto e mi rinnova la malinconia, mi manca ancora... grazie davvero

Giovanna De Santis7 novembre 2010

grande impronta ci ha lasciato Pasolini davvero eclettico penso che i suoi scritti rimarranno nei secoli, grazie Silvia nell'aver parlato del <br> personaggio ineguagliabile che ammiro e quando la tv trasmette alcune interviste mi emoziono profondamente, ci vorrebbe in Italia ancora Pasolini