L'ultimo umano - Quinta e ultima puntata
Mi sono fermato qualche giorno a riflettere,
si perché ho un problema, è legato a quello che sortisce,
questa iniziativa di scrivere un racconto, puntata per puntata,
davanti a chi ha potuto fare un piccolo sforzo per leggerlo.
Mi sembra che lo stile, sia fruibile a chiunque,
la storia è coinvolgente, almeno, io ci credo,
romantica non troppo, d'altronde
Mi sono accorto che il silenzio, che anche in questa mia iniziativa
mi circonda, conferma quell'isolamento di cui tanto ho parlato.
Mi sono accorto che io non posso niente, se fossi un musicista,
e ho scritto anche canzoni, non troverei nemmeno da cantare
in pizzeria, non perché non sono bravo, strappo applausi sinceri,
canto Sinatra, Bublè, Armstrong, suono Battisti con la chitarra
e le mie canzoni sono belle, quando le ascolti, il motivo ritorna,
cerca "Alephso - È come un fuoco arranged" su youtube, sentirai.
Io non posso lavorare con la mia musica perché si vuole così,
lo vogliono loro, gli eletti, quelli che controllano tutto.
Io non posso avere una vita troppo facile, se fossi uno scultore
e scolpissi il Michelangelo, nessuno direbbe che è un capolavoro,
il mondo della critica è nelle loro mani, posso scrivere bene finché
voglio, questo racconto, non arriverà oltre il muro di quelle poche
persone, fra le quali quelle che mi stanno controllando.
Questa riflessione, è legata stretta alla mia iniziativa che
non puoi non dire non sia particolare,
quanti scrittori hai trovato che ti consentivano di leggere
il loro lavoro, man mano venivano scritte le puntate?
Nessuno vero? E sai cosa dovrebbe succedere quando hai
un'idea che nessuno ha mai avuto, in questo mondo
in cui le idee sono così inflazionate? Si diventa ricchi e famosi,
almeno, questo è quello che succede agli altri, ma io non sono
uno di loro, io non sono uno di voi, non mi appartengono
questi privilegi, l'anonimato, l'isolamento, sono i migliori
strumenti per non consentire che venga dato credito a qualcuno.
Per questo, anche se hai letto e ci stai pensando,
ti viene troppo facile dire che non è vero, magari che sono matto,
che soffro di manie di persecuzione, sono fissato,
ho guardato troppi telefilm di fantascienza, fra cui i Visitors
ai quali potrebbe ispirasi questa storia.
Lo sai qual'è il problema di tutto questo, è che il mio isolamento
è maledettamente vero, pensa, è domenica sera, uno come me,
musicista, cantante, poeta, scrittore, dovrebbe avere amici
in ogni locale del paese, invece Biagio, il mio amico non vedente,
stasera non sta bene, ha una sciatalgia e quindi, tolto lui,
rimane da restare in casa a scrivere, tanto così, di danno,
ne posso fare poco, perché pensano loro a non farlo
divulgare, nessuno l'ha condiviso, su Face Book o sulla rete,
pochi l'hanno commentato, grazie cara Elena, ci sei andata vicina,
Mario, leggilo se riesci, non è così complicato.
Quello che è complicato, ma al punto di essere drammatico,
è quello che affermerò finendo il mio racconto e forse avrai
capito che ci sto credendo veramente.
"Io sono l'ultimo essere umano in vita sul pianeta Terra".
Fine
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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
L'autore
Alephso
Qui rendo me stesso, scrivendo attento l'opinabile sentire che ascolto nel mio essere inintelligibile.
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