Lo scialle maledetto
Marco viaggiava con la sua auto in una strada solitaria in una notte di luna piena quando all'improvviso apparve un'ombra e dovette frenare. Era una ragazza vestita con abiti strani e ancora più strano era il suo incarnato pallido e quasi diafano. Scese dalla macchina per verificare che la ragazza non avesse riportato ferite e contusioni ma era sicuro di non averla investita. La ragazza disse di chiamarsi Samantha e di essersi perduta e chiese se poteva avere da lui un passaggio. Dopo alcuni km la ragazza disse di essere arrivata, lo ringraziò e scese dalla macchina. La casa era una villa che appariva antica e un po' decadente e a Marco fece venire i brividi sulla pelle perché sembrava una di quelle ville che appaiono nei film dell'orrore. Marco proseguì per la sua strada senza più pensare alla ragazza. Il giorno dopo si accorse che dal sedile dove era stata la ragazza era scivolato lo scialle e pensò di andare a restituirlo. Quando arrivò alla villa non trovò nessuno. La casa sembrava disabitata da anni. Non vi erano altre abitazioni vicine e quindi non poteva nemmeno chiedere informazioni su quella strana ragazza. Decise di lasciar perdere e di donare lo scialle a Roberta la sua fidanzata. A Roberta lo scialle piacque molto perché lei amava le cose strane e particolari. Nei giorni seguenti Roberta incominciò a stare male e divenne sempre più pallida. I medici dissero che non riscontravano alcuna malattia e non riuscivano a trovare una spiegazione e un rimedio per far guarire la donna. Dopo una settimana di inutili cure Roberta morì. Il giorno del seppellimento Marco rimase al cimitero fino a tarda ora e mentre usciva vide qualcosa che si muoveva nel vento. Si avvicinò e per poco non svenne. Impigliato su una croce vi era uno scialle uguale a quello che aveva donato a Roberta. Guardò la foto sulla lapide e rabbrividì per l'orrore. La donna della foto era la stessa alla quale aveva dato un passaggio, aveva lo stesso cognome di Roberta e le stesse date di nascita e di morte con un secolo di differenza. Ora che ci pensava vi era una certa somiglianza tra le due donne e magari vi poteva essere un rapporto di parentela. Il giorno dopo tornò alla villa e non trovò nessuno ma stavolta vide un signore che coltivava il suo terreno e gli chiese informazioni su quella villa e sulla ragazza che vi abitava. Egli rispose che quella villa era disabitata da due secoli e si diceva fosse invasata da fantasmi. In quella villa era stato commesso un omicidio e pare che la vittima prima di morire avesse lanciato un maleficio. La vittima venne seppellita con quello stesso scialle che Marco aveva donato a Roberta. L' omicidio era stato commesso da un certo Luigi Tagliaferri e il maleficio era stato lanciato contro le donne della famiglia a ogni secolo di distanza affinché le date coincidessero con quella dell'omicidio. Per una strana coincidenza infatti la sorella dell'assassino era nata lo stesso giorno della vittima e morì lo stesso giorno dell'omicidio in seguito al potente maleficio. Il sortilegio era destinato comunque a finire con Roberta perché la famiglia si era estinta con lei. Marco non riuscì mai a dimenticare quanto era accaduto e finì in un istituto privato di cura per malattie nervose nel quale morì dopo dieci anni.
Sono una umile donna di 55 anni che ama scrivere poesie semplici ed essenziali. Amo anche la prosa, la Musica, il Teatro, la Pittura. L'arte mi attrae e mi appassiona per la sua capacità di espressione e trasmissione di sentimenti e sensazioni. Ho un blog: www.tristezzainfinita.blogspot.com
La bacheca del racconto
Le sensazioni lasciate dai lettori.
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