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Biografie e Diari 4 dicembre 2012 · lettura 3 min · 976 letture

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Pasqui 219 racconti pubblicati
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Quando lo guardo negli occhi color mare con le sue onde magnetiche di affetto che vengono fuori dall'iride, mi viene in mente l’ estate. Quando mi rifletto con l’ immagine, tutta, di me stesso nella Sua innocenza mi disarmo, porgo il mio cuore tenero nelle Sue mani ed esalo da me verso il magico momento del raggiunto. Gusto così il sentimento caldo dell’amore e quello della protezione. Sì, parlo dell'amore che provo verso mio figlio: “Andrea “ E’ raro, che un padre parli dell'affetto che prova per il proprio figlio e di quello che sente dentro se stesso in certi particolari momenti. Per alcuni questo, è sinonimo di debolezza d’ animo, ma io penso e dico, che inversamente, si dovrebbe parlare molto di più dei sentimenti che proviamo, di come nascono e da dove vengono, in particolare modo per sentimenti che proviamo per i nostri figli o pezzi del nostro cuore. Insomma, rendere tenero e cristallino quello che di più caro Dio ci ha donato: " La capacità di amare "
Di quello che dicono i deficienti dell'anima non m’ interessa, ognuno la pensi come meglio crede. Io ho fede nell’ amore e nella sua manifestazione, quale, attraverso le parole i gesti e le carezze, viene fuori non curante del razionale e delle sue censure ataviche prodotte dalle generazioni passate. Quante volte da piccolo avrei voluto ascoltare da mio Padre una frase d’ amore: " Un ti voglio bene." Quante volte, il non detto porta equivoci e solitudine e disagio affettivo. L'amore è come una pianta, va annaffiata ogni giorno con l'acqua delle nostre attenzioni, i nostri baci e le nostre carezze che doniamo senza nulla richiedere. Che senso ha, amare e non esprimerlo e nemmeno manifestarlo, insomma, non renderlo visibile ai sensi e al corpo del pensiero: " La scritture e la parola." Quando io e Andrea incrociamo i nostri occhi, siamo un’ autostrada d’amore, scintilliamo, navighiamo nel mare aperto che è dentro di noi. Siamo inizio e continuazione, siamo sfida generazionale, siamo fine e principio dell'uomo che ci hanno tramandato i nostri avi. Sfidiamo l’uomo che abbiamo raggiunto con un semplice gesto, una stretta, un bacio. Siamo percorso, diveniamo altro, nell'alto giorno dopo giorno. Io sacrificio e lui beneficiario, e credetemi, non c’è cosa al mondo più bella che donarsi al proprio figlio senza riserva e senza risparmio. Dovremmo tutti parlare dei nostri figli e dell'amore che proviamo per loro, gridandolo al mondo senza disagi. Rendendoli ricchi di sentimenti, insegnando a loro, il linguaggio delle emozioni e della vita affettiva, quale è, la reale vita che si svolge dentro di noi attraverso l'amore che riusciamo a incamerare e nello stesso tempo a donare. Donarsi senza risparmio è la strada maestra, questo, per noi, ma soprattutto per loro che un giorno da adulti sapranno donarsi senza paura e senza remore, come noi gli abbiamo insegnato, senza avere timori e senza preconcetti di alcuna ragione estetica, semplicemente, spontanei e cristallini. Amo mio figlio Andrea.
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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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L'autore
Pasqui

La bellezza dell’essere sta nella tolleranza, nella comprensione, nella fiducia, nell’accettare il diverso che dentro di noi muta. Nel porre soprattutto ogni giorno, fiducia alla vita. Sono sempre interessato a quello che accade dentro di me, sin da piccolo, in particolare a come rotolano le biglie sul tappeto ver

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