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Biografie e Diari 19 gennaio 2013 · lettura 3 min · 1369 letture

Ecco perché scrivo poesie

Chiara Vacchieri 67 racconti pubblicati
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Quanto ti allontana certe volte la scuola dal piacer della conoscenza e dal goder della libertà di trarne uno spunto di crescita personale.

 

Tutti prima o poi ci siamo imbattuti di fronte ad un testo che per quanto comprensibile, non ci risuonava dentro e che oltre a non piacerci affatto, abbiamo dovuto imparare a memoria!

I più fortunati fotografavano la pagina mentalmente per poi ripeterla a mo' di pappagallo senza tuttavia averne compreso il senso, ragion per cui, una volta recitata la lezione, di quella poesia nulla restava nel cuore.

 

Quante volte ci si è trovati davanti ad un testo ostico dove neanche le note a piè pagina o i commenti a margine riuscivano a venirci in soccorso e laddove la strada della nostra comprensione veniva sbarrata a cominciare dal titolo, contemporaneamente la nostra indulgenza terminava la sua scorta di pazienza per finire con l’ odiare quel genere letterario senza nessuna utilità apparente.

 

A che serve sapere a menadito una serie di parole delle quali non condividiamo il vissuto o che sono talmente lontane dalla nostra realtà che leggerle assume la stessa valenza del ricordare il caro estinto durante la messa commemorativa?

 

Dio solo sa cosa aveva in mente Leopardi quando scrisse “ A Silvia” o quali affanni tormentavano l’ animo di Baudelaire  quando compose Les Fleurs du Mal.

 

Sfido i più saccenti critici letterari a rispondermi, consapevole del fatto che chiunque s’ arrischiasse in una simile impresa peccherebbe di presunzione oltre che di ipocrisia.

 

Ecco perché scrivo poesie.

 

Sebbene in esse sia contenuto un messaggio, a me non interessa che questo venga individuato e recepito, viceversa ciò che mi preme è suscitare un’ emozione in chi mi legge, ovvero far emergere la specifica sensibilità di ciascuno attraverso le vibrazioni dell’ anima, toccando quelle corde capaci di far suonare il cuore di chi mi si accosta, nella tonalità che gli appartiene.

 

Ecco perché scrivo poesie.

 

Attraverso di esse sono venuta in contatto con persone meravigliose, persone che come me condividono questa passione, già perché di questo si tratta.

 

Di un amore viscerale per le parole attraverso le quali è possibile dar vita a concetti azzardati, fuori dagli schemi, parole per mezzo delle quali è possibile osservare la vita da un’altra prospettiva, ovvero dal punto di vista poetico dove il senso comune, soffrendo di mediocrità, non s’arrischierebbe mai di salire.

 

Dove sta scritto che la poesia debba essere in rima, chi ha stabilito che per essere considerata tale occorra attenersi scrupolosamente alla metrica … e se le strofe non fossero incatenate, chi metterebbe le manette ai versi?

 

La poesia è la libertà per mezzo della quale l’ispirazione vola, è la possibilità che diamo all’effimero d’esser immortalato, è il divino che si fa penna intinta nel sangue e nella carne della Vita.

 

Ecco perché scrivo poesie.

 

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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abbiamo sete di verità, forse solo qui, nella (Lorella Elle)

poesia ancora possiamo trovarla. un abbraccio (Lorella Elle)

mi piace come scrivi.....sei brava (Mirella Santoniccolo Mairim14)

Commenti (5)

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A
Antonio Terracciano20 gennaio 2013

Il contenuto del brano mi trova quasi totalmente d'accordo. Sul sito è presente un mio vecchio componimento, in cui cercavo proprio di dimostrare che la scuola, con insegnanti che a volte sono costretti a fare studiare poesie che essi stessi non amano e a dar loro un significato canonico, ottiene il risultato opposto (fa odiare la poesia), anche perché i ragazzi, alla loro età, hanno come obiettivo principale quello di sperimentare la loro vita, e non quello di trarre insegnamenti dalla vita degli altri, attraverso opere letterarie per loro spesso ostiche. Avanzerei una riserva sulle poesie in rima e con metrica accurata (ma forse perché esse sono da me predilette, e questa è un'altra storia...)

S
SANTORINO Carmela20 gennaio 2013

Credo che la conoscenza della metrica e la capacità di applicare certi schemi nella stesura delle poesie servano più ad evidenziare le qualità dell'autore che a trasmettere la sostanza dei messaggi in esse contenuti. Quando, invece, come capita, ingessarle ed irrigidirle in tali schemi non risulti del tutto controproducente perché toglie colore e vivacità a delle opere che, se lasciate libere di seguire soltanto il sentimento ispirativo, potrebbero volare più in alto e dare maggiori emozioni.

Lorella Elle20 gennaio 2013

Mi trovi d'accordo su ogni parola. Anche la poesia è cambiata. Forse il concetto oggi si è spostato da quella visione tradizionale che una poesia in fondo doveva essere un'opera, cioè così potente ed evocativa coi suoi versi e la sua metrica tanto da superare qualsiasi composizione che le si accostasse un poco. Diventava si un bel componimento ma così lontano a volte, impalpabile... Ora qui tutti siamo poeti "emozionali" cioè trasmettiamo emozioni fresche, appena partorite, di contenuto diverso e raccontiamo la vita, oltre i sogni. La poesia in ognuno che si avventura ha la sua evoluzione, si impara strada facendo ad aprire l'anima e si trasmette l'intimo... c' è bisogno di darlo e riceverlo.

Credo che scrivere sia il modo più completo per sentirsi liberi veramente, non è tanto il metodo che si adopera per farlo, ma quel che conta è farlo con spontaneità. Io per esempio a volte scrivo in rima e con la metrica e a volte no. La cosa importante è non forzare la mente ad uno schema, ma lasciare la penna in mano al cuore.

L
Lenzo Giovanni25 febbraio 2018

Il tuo spirito poetico spicca anche in questo tuo racconto; diffonde luce e gioia; ispira e libera l’animo di chi ha la fortuna di leggerlo. Apprezzatissimo!