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Amore 3 maggio 2013 · lettura 8 min · 1610 letture

Ed il sogno continua

Paola Vigilante 14 racconti pubblicati
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Laura era al suo primo lavoro importante. Dopo il conseguimento del diploma di scuola superiore a pieni voti aveva deciso che non avrebbe continuato con  gli studi perché voleva subito mettere in pratica quanto studiato alacremente sugli amati libri di scuola. Sin da piccola aveva avuto un bel rapporto con la 
lettura tanto da spingerla a rinunciare anche ad uscire con le sue amiche pur di leggere quel testo di cui le avevano parlato con entusiasmo o che aveva   scoperto mentre gironzolava con occhi curiosi nella biblioteca comunale. Leggere era il suo dolce rifugio da quel mondo che spesso l’ aveva fatta sentire 
inadeguata a causa della sua estrema sensibilità che faceva di lei un facile bersaglio per animi più scaltri e furbi. L’ essere sensibile era il suo tallone d’ Achille,  se da una parte era orgogliosa di questa sua naturale predisposizione ad avvertire a pelle situazioni e persone, dall’ altro era motivo di sofferenza perché la  faceva sentire diversa. Una diversità che la portava a volte a chiudersi in se stessa per evitare brutte sorprese nonostante lei caratterialmente fosse una  ragazza molto solare e aperta. Eppure nonostante ripetuti colpi della sorte accusati anche a fatica, l’ animo di Laura non si era mai indurito, era rimasto  intatto, ingenuo e fiducioso negli altri sino quasi alla soglia dei trenta anni quando trovò questo suo primo lavoro in un’ azienda che operava in ambito  commerciale. Aveva messo piede in quell’ azienda con tanti bei propositi, finalmente il sogno si realizzava, diventare autonoma economicamente ed 
impegnata in un lavoro che la appassionava e per il quale era portata. All'inizio aveva trovato un pò di difficoltà ma con determinazione ed impegno era  riuscita ad ottenere un buon collocamento in quella ditta nella quale trascorreva gran parte della sua giornata. Era completamente assorbita dal suo lavoro, 
lo faceva con dedizione, precisione, passione forse anche troppa, ci metteva anima e cuore arrivando a dare anche senza che le venisse richiesto. Il suo spirito  analitico la facilitava nel lavoro ed il suo esser pignola le spianava la strada in una mansione che faceva della bontà del dato il fiore all'occhiello. Continuò a  crescere professionalmente per diversi anni; anni trascorsi dedicandosi quasi completamente al lavoro in ragione di questo forte senso del dovere che aveva  ereditato sin da piccola da sua madre. Non si accorgeva che stava focalizzando eccessivamente la sua attenzione in un'unica direzione, il fatto che non avesse  molta fortuna in amore la   portava ad immergersi sempre più in quello che faceva in maniera totalizzante. Iniziò a capire che qualcosa non andava quando  facendo un bilancio della sua vita si accorse di aver lasciato all'aspetto ludico una parte veramente irrilevante. Le sue energie era quasi totalmente assorbite  da quelle ore in ufficio e la sera non aveva nessuna voglia di vestirsi per uscire con le amiche. Non rinunciava alle uscite del fine settimana e alle vacanze  estive ma per il resto nulla, mai una settimana bianca o un viaggio a sorpresa durante il resto dell'anno, tutto scorreva come un film visto e rivisto tante volte  con pochi sprazzi di novità. Quando si rese conto che non poteva continuare così, iniziò a rivedere un pò di cose, cercò di riprendere in mano la situazione e  si disse non è possibile continuare nella stessa maniera, così mi farò solo del male. Così iniziò a sostenere dei ritmi lavorativi più vivibili, iniziò a gestire  meglio il proprio tempo dedicandosi di più a quello che le faceva piacere. Adorava il cinema, il teatro, i concerti, leggere e fare lunghe passeggiate,  soprattutto in montagna. Ridimensionò le aspettative e gli obiettivi, ma si sa quando gli altri sono abituati a vederti fino a tal giorno sotto una certa luce  fanno fatica a scoprire poi che qualcosa in te è cambiato, soprattutto se a loro non conviene vedere questo cambiamento. Tra un amore finalmente  sbocciato, anche se un pò complicato, l'impegno nel volontariato, la palestra una situazione un pò delicata in famiglia ecco qua che le giornate si erano 
iniziate finalmente a riempire di cose che avevano un valore e davano una certa consistenza alla vita stessa. Tanto stress accumulato non aveva però giovato  alla salute di Laura che un poco alla volta, giorno dopo giorno si era vista sfiorire. Strani pensieri balenavano nella sua mente che vagava smarrita di fronte a  quello che poi sarebbe accaduto, un gesto inconsapevole che avrebbe comportato un lungo percorso fatto di bisogno e richieste di aiuto. La sua famiglia le  era stata accanto in maniera irreprensibile, con affetto ed amore l'aiutarono a guarire. Delle sedute di psicoterapia contribuirono ad accelerare la ripresa e  dopo mesi difficili, con molti ostacoli da superare Laura riprese a vivere. Fece tesoro di quella esperienza e una volta rientrata nel mondo del lavoro tutto  sembrava andare per il meglio. Poche domande imbarazzanti in ufficio, per la verità nessuna, si domandò poi con gli anni se fu effettivamente delicatezza  quella che ebbero i colleghi nei suoi confronti o semplicemente indifferenza. Comunque sia riprese tutto come se nulla fosse accaduto, desiderosa di andare  avanti e ricominciare daccapo. Sembrava andar tutto per il meglio fintanto che Laura non aprì gli occhi, finalmente, e realizzò con profonda delusione, la  stessa di quando era adolescente, che condividere gli stessi spazi fisici non vuol dire necessariamente condividere interessi, ideali, passioni o comunque modi  di vedere. Quello che per tanto tempo le era riuscito sopportabile come l'invidia, l'indifferenza, il menefreghismo, il guardare soltanto il proprio orticello, ora  le stava stretto e trascorreva sempre più tempo a fantasticare di quello che sarebbe stata la sua vita se nel suo percorso avesse incontrato altre persone ed  altre situazioni. Lì dove lavorava da tanti anni non si era mai sentita valorizzata, a parole forse sì, ma nei fatti concreti molto poco e sempre più con il passare  del tempo sentiva stretto quell'ambiente che percepiva sempre più distaccato e con poca possibilità di crescita, sia professionale, sia umana.  Erano tutti così presi dai propri pensieri che alcuni giorni, molto spesso per la verità, trascorrevano in assoluto silenzio, né un commento, né una parola a  spezzare la monotonia delle giornate. Questo per Laura fu una sconfitta, lei che desiderava l'armonia, che cercava sempre di capire e giustificare, si sentiva sconfitta dalla sua stessa natura che le  impediva di vivere con superficialità i contrasti e le disarmonie che la circondavano. Da qualche tempo però aveva iniziato a scrivere, era per lei un'ottima  palestra per l'anima, scrivere poesie o racconti, riflessioni o comunque i propri pensieri l'aiutava a sopravvivere ad una routine quotidiana che a fine giornata  non le aveva dato niente oltre a non averle permesso di dare di più di quello che gli altri volevano e che in molti casi era proprio niente. Aveva trovato il suo  mondo, anche se in gran parte virtuale, ma comunque passava sempre più le ore che le rimanevano a disposizione assorta in questa sua passione che le  stava dando una nuova chance per rimettersi in gioco, per credere ancora che la sensibilità non è un difetto, ma un pregio prezioso da coltivare e stimolare, a  dispetto di tutti coloro che aveva finora incontrato nel suo cammino e che non ci avevano pensato due volte prima di ostacolare il suo naturale approccio  alle cose, sempre all'insegna del sentimento, del rispetto e dell'amore. Aveva iniziato a conoscere anime sensibili ed affini alla sua e tutto ciò la faceva sentire  meno sola. Ne condivideva le emozioni, le sensazioni, attraverso la lettura dei loro scritti se ne era fatta più o meno un'idea, di come potessero essere  profondamente anche senza averli conosciuti personalmente e ne apprezzava giorno dopo giorno sempre più la presenza. Anche dietro un monitor Laura "sentiva", "percepiva", "immaginava" ma soprattutto sognava, e da profonda sognatrice quale è continua a sognare.

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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L'autore
Paola Vigilante

Sono nata a Roma nel febbraio del 1969. Scrivo per ascoltare e far parlare la mia anima, il mio cuore, per trasmettere e comunicare. Credo che la poesia sia un’ottima forma di condivisione di pensieri, sensazioni, emozioni, vita vissuta o solo sognata. Mi infonde gioia il pensare di poter condividere tutto ciò attrave

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Commenti (1)

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Sara Acireale1 luglio 2013

Finalmente Laura sta facendo qualcosa di positivo, di interessante... Penso che la scrittura di poesie e racconti è un ottimo modo per mettersi in gioco, per comunicare emozioni e sensazioni, affinare la propria sensibilità senza esserne schiacciati. Mi sembra di intuire che la scrittrice ami molto questo suo personaggio, che lo senta suo (come un alter ego). Che dire? Il racconto mi sembra scorrevole e ben scritto e Laura ha buone capacità di relazionarsi con il lettore, di coinvolgerlo ed emozionarlo... BRAVA Paola...