106 lettori online · 355.927 poesie · 7.971 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Racconti Biografie e Diari
Biografie e Diari 22 maggio 2013 · lettura 4 min · 1434 letture

Lettera a mia madre

Nadia De Stefano 1 racconti pubblicati
+ Segui

 

E alla fine faccio i conti con te.

 

Ho tergiversato per quarant'anni sfuggendoti, nascondendoti, negandoti.

 

Oggi non posso più!

 

Ho occultato le mie urla nei silenzi che mi hanno accompagnato tutta la vita, rivivendola come un replay tutte le notti, solo per scansare questo giorno.

 

Di notte...

 

E’ soprattutto di notte che mi sei mancata, quando le luci si spegnavano sul visibile e accendevano oscurità profonde.

 

In quella palude per quarant'anni ho lottato con il buio, la paura e la tua assenza, convincendomi di essere la vittima del mio destino, che la tua morte dovesse essere il tormento per il resto dei miei anni e che nulla di ciò che avrei vissuto dopo, avrebbe potuto cambiare questa sensazione d’ inadeguatezza alla vita.

 

Fino ad oggi.

 

Ho deciso di abbandonare i miei silenzi e anche se la mia voce non può giungerti, ho necessità di dirti tutto ciò che per troppi anni è rimasto muto.

 

Dei miei quattro anni non ho alcun ricordo da poter chiamare mio, ma solo il frammentato ed effimero racconto altrui.

 

Non ho mai saputo nulla di te, del tuo gusto in fatto di vestiti, di ciò che amavi leggere, cosa ti rendeva allegra o triste, com'è stato attendere la morte.

 

Ecco questo è il mio unico vero ricordo di te.

 

In quel letto che diventava sempre più grande e la tua figura sempre più piccola.

 

E poi quel giorno in cui non ti ho più trovato e da allora come un eco nella mente, la mia voce bambina che chiede della sua mamma, per quarant'anni mi ha tormentato le notti e l'anima.

 

Fino ad oggi.

 

Se potessi vedermi oggi madre, io che sono madre a mia volta, troveresti una donna che ha fatto della tua assenza giuramento d'amore.

 

E d'amore ho riempito la mia vita, non l'ho mai negato, ho perdonato torti e ricucito ferite, ricomposto dialoghi, perdendo e vincendo, ma sempre pronta a lottare ancora.  

 

Vorrei aver avuto un Dio cui rivolgere il mio pensiero per sperare in un nostro ritrovarsi nell'infinito, ma non c'è, non c'è più.

 

L'ho bandito da me, quando quello stesso destino che ti ha portato via alle carezze che mi erano dovute, ha deciso di prendersi anche l'uomo che hai amato.

 

Sto lottando con papà contro la sua malattia e ti rivedo in quel letto, dove presto anche lui si assottiglierà fino a svanire.

 

Questo fino a oggi.

 

C'è qualcosa di nuovo oggi madre, lo specchio in cui cercavo le tue sembianze senza tuttavia trovarle, adesso m’ indica qualcosa di nuovo.

 

Non me dovevo cercare lì dentro, non lì dovevo cercarti, adesso lo so.

 

Guardo le mie figlie e rivedo i tuoi occhi, le tue labbra, il tuo sorriso e ti trovo ancora viva dentro e intorno a me.

 

Vorrei che tu potessi vederle, vorrei che potessi toccare l'amore tra noi.

 

Questo c'è di nuovo oggi, ed è per questo che dovevo scriverti e parlarti di tutto quello che sento.

 

Non per me, non per te, per loro.

 

Ho vissuto tutta la vita rincorrendo ipotesi dietro una tua foto, cercando di capire cose che non avrebbe mai potuto dirmi.

 

Oggi conosco ogni tuo pensiero in quel letto di morte, li conosco perché la paura di lasciare le mie bimbe è un tormento senza fine, e le parole che oggi servono a me per liberare il silenzio saranno un giorno la loro casa, il loro rifugio dove trovarmi ancora quando non potrò più carezzare i loro visi.

 

Gli basterà leggere per conoscere, per capire l'amore di una madre per i propri figli, lo stesso amore che ci legherà per sempre.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

💬 3
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
‹ Racconto precedente
Il falco di Manhattan
Racconto successivo ›
Racconto poetico

«Racconto secondo classificato al concorso Effetto Donna 2013»

L'autore
Nadia De Stefano
Tutti i racconti →

La bacheca del racconto

Le sensazioni lasciate dai lettori.


Meravigliosa lettera. (Lorella Elle)

Pieno di tenerezza e puro sentimento.. Meritato... (Idalgo Visconti)

Nadia, lascio solo la mia rinnovata amicizia...... (Patrizia Ensoli)

Toccante e profondamente sentita, un abbraccio. (Paola Vigilante)

Straordinaria... (Giomiri)

poche parole...infinito amore,un abbraccio (anna atzeni)

Commenti (3)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Enrico Baiocchi22 maggio 2013

Perdere una mamma in un'età così tenera è come riaprire i cassetti della memoria e trovarli vuoti, si viene travolti quasi dal dubbio di trovarsi in un mondo che non ci appartiene, eppure quel cordone ombellicale, anche se immaturamente tranciato, da qualche parte lo sentiamo ancora integro, cerchiamo come in un filo di Arianna di trovarne l'inizio andando sempre a cozzare contro un muro. E si rimanda, si conservano, si ricacciano indietro quelle parole che vorremmo aver dette, si perde la fede, ci si sente isolati in mezzo alla folla, ci si sente l'unica vittima di un destino infame, fino a che quelle parole trovano la forza per esplodere, parole di rabbia ma di amore immenso, parole raccolte su un altro pianeta.

Lorella Elle22 maggio 2013

Una lettera mai spedita che trova il coraggio di raccontarsi e raccontare la storia di un dolore. La storia di una mancanza, quella di una figura importante per la crescita di un figlio, la propria madre. Parole che si sentono profonde squarciare un silenzio religioso. Si sente un sommesso urlo farsi spazio tra le pieghe dell'anima. Cosa altro dire?... le nostre parole in questo caso risultano superflue.

Paola Vigilante2 giugno 2013

Una lettera scritto con tutto il cuore e rivolta alla propria madre di cui si è subita la perdita da bambina. Emozionante e toccante, una lettera che aiuta anche ad esorcizzare il dolore ed a trasformarlo in una consapevolezza che l'esperienza e la vita prima o poi ci insegnano. Traspare un grande amore per la propria madre ed ora che l'Autrice lo è a sua volta, per i propri figli, specchio e riflesso del grande amore materno.