Il falco di Manhattan
Era un ragazzone agile e ben strutturato Tim, occhi di falco e cuore d'aquila, nato e cresciuto sui grattacieli di Manhattan, non aveva mai messo piede sulla terra, i suoi genitori due camerieri di un famosissimo hotel, erano sempre vissuti all'ultimo piano del grandioso edificio. Sempre sul terrazzo del grattacielo Tim, aveva sviluppato l'arte di saltare e arrampicarsi da un tetto all'altro su di una corda tesa, comunicando con gli uccelli come fossero suoi fratelli, lui volava e sognava, in equilibrio costante nel vuoto, sfidando la morte toccava le nuvole sfiorando il cielo, tutto quello che desiderava erano due ali e gli spazi concessi dal quell'infinito azzurro. Aquile, falchi e passerotti, lo vedevano svolazzare da un punto ad un altro con l'agilità del vento, quelli erano i suoi amici e a nulla valevano le prediche di mamma e papà, lui era fratello dei volatili, niente gli avrebbe fatto posare i piedi in strada.
Un giorno come tanti, ondeggiando da un punto all'altro di Manhattan, in equilibrio perfetto della sua corda tesa, quando all'improvviso una folata di vento più forte lo fece scivolare... Tim perse l'equilibrio, iniziò a precipitare sempre più vorticosamente, mentre cadeva lungo il palazzo di vetro, scorgeva dai grandi finestroni la vita all'interno, ad un piano due bambini che giocavano a rincorrersi, all'altro due fidanzatini che si sbaciucchiavano.... in un altro ancora due anziani signori, marito e moglie che si accarezzavano mentre leggevano un libro... e lui giù, sempre più giù con il forte vento che lo scuoteva!! All'improvviso si sentì afferrare da due artigli forti e possenti, non si rese conto subito, troppo preso dallo spettacolo che gli stava attraversato gli occhi, poi riprendendosi vide la sua amica aquila che lo stava riconducendo in alto.
Una volta giunti sul tetto, l'aquila lo adagiò delicatamente sul cemento del palazzo, si pose davanti a lui e gli disse: “ Tim, tu sai che ti voglio molto bene e che amo vederti volare insieme a noi, ma tu non sei un uccello, sei un umano e devi vivere la tua natura, hai piedi per camminare e sentimenti da esplorare, cammina con i piedi e vola con la mente. “ Detto questo, volò via... Tim si sentiva strano, le parole dell'amica, le visioni di una vita che non lo aveva mai sfiorato, lo fecero riflettere sul suo futuro... si alzò, scese le scale, andò dai genitori e disse: “ Mamma, papà, ora so cosa devo fare, voglio scendere e vedere il mondo, capirlo e contribuire ad arricchirlo con i miei pensieri liberi... Sapete, ho piedi per camminare e mente libera per volare.
E così fu …
La bacheca del racconto
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Nota di merito per l'originalità e la fantasia... (Idalgo Visconti)
mi piace..mi piace..mi piace..mi piace..mi piaceee (Rossella Loconte)
Abbraccio Patty..... mi stupisci sempre di più. (Lorella Elle)
Riconoscimento per singolarità della bella storia (antonio alberto fiorino)
piaciuto...moltissimo! (Nadia De Stefano)
E così fu, bravissima Pat...Mi piacerebbe leggere (Sara Acireale)
il seguito...Un bacione (Sara Acireale)
Commenti (4)
Originale racconto, ben distribuito e con un grande insegnamento... quello di essere noi stessi e coltivare le nostre potenzialità... senza impossibili fantasie...
Piedi ben ancorati in terra e anima che spazia nell'azzurro cielo con le sue ali da adoperare per gite nel sogno. Vivere di ogni singolo attimo di minuzia e renderla immensa... come la vita...
Brava l'Autrice... bella storia profonda, significativa e originale... sulle potenzialità da mettere in pratica secondo la nostra natura... complimenti all'Autrice...
nel nostro essere umani c'è una parte aquila che esplora spazi che non ci sono consentiti, ma la nostra mente (la parte aquila di noi) può volare lontanissimo basta non dimenticare di avere piedi con cui andare... originale e riflessivo racconto!




