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Fantascienza 22 maggio 2013 · lettura 4 min · 2170 letture

L'umana commedia

Francesco Andrea Maiello 234 racconti pubblicati
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In tema dantesco a l' “ Inferno” di Dan Brown, che ha preso volo (paradiso), contrappongo la mia “ umana commedia” che è rimasta sottoterra (inferno) e che, in ultima analisi, non è una scrittura proprio terra terra!

 

 

 

L'umana commedia

 

 

 

L’ animo umano,

perenne campo di battaglia

di interiori forze clandestine

per il quotidiano folle scontro

tra spirito e materia,

primordial alito vitale

e polvere condensata,

realizza in ognuno di noi

l’ umana commedia che ha così luogo

istante dopo istante

all’ interno delle nostre anime,

teatro di grandi eventi,

spesso nel segno dell’ arte

ma anche rabbrividenti.

È proprio qui, nel più profondo io

dove ha sede la vera coscienza,

da sempre in filo diretto

con la sua eterna fonte,

che da sempre germogliano

quei momenti della nostra anima

che noi chiamiamo sentimenti,

che possono esser belli e puri

con tanta bontà, carità e pietà,

ma anche contaminati

come risentimenti e rancori,

e infin tra loro in conflitto,

se da antico tempo

si è sempre parlato di amore e di odio

all’ unisono cantati.

Miscelando materia

con questi momenti della vita interiore,

ecco d’ incanto affiorar i fantasmi

del nostro io profondo

in sembianze di belve feroci,

le famigerate gemelle,

invidia e gelosia, sempre presenti,

seppur nascoste e ben acquattate

in reconditi meandri al riparo della luce,

resistendo finanche alle fitte

e copiose piogge dei turbamenti,

lacrime dei sentimenti

e al colmo della cattiveria

resistendo senza fiato immerse così

nei densi umori di affetti ed emozioni,

senza pietà alcuna

anche ad estreme passioni.

Questo è lo scenario di un regno ignoto,

sede delle anime da sempre ricercato

da scienziati e filosofi,

e pensandoci bene

negli arcani della mia mente

un simil posto io ricordo,

peccato per le mie follie

che han creato confusione

tra reale e fantasia.

Comunque un lontano dì,

frastornato, stanco e disperso

per troppe umane disavventure,

con la gran convinzione

che a questo mondo capitano tutte a me,

mi ritrovai, per davvero proprio non so,

rinsavendo da una

delle mie tante follie,

a girovagar all’ interno del mio corpo

nei pressi del cuore

per questioni di sacro amore.

In questa sede afflitto e stanco

ero convinto di trovar pace,

non fu così perché i battiti cardiaci

a ritmo incessante tra sistole e diastole

con relativi toni, seppur sempre ritmici,

non mi fecer riposar,

mi rimbombavano per l’ intero corpo

dalla testa ai piè.

Si misero a far rumore

anche le valvole cardiache

che con i loro suoni

per memorizzare i soffi

facean proprio così:

“il suon della mitrale

dalla punta mi risale,

l’ appendice xifoidea

mi dà la tricuspidea,

aorta e polmonare,

l’ una a destra l’ altra a manca

del secondo intercostale”.

In tal confusione

sentendo lì nei pressi movimenti d’ aria,

pensai tra me e me,

“ora provo ad andar là

perché una boccata d’ aria

di certo darà sollievo

alla mia mente in affanno

per asfissianti pensieri

che ormai già da tempo

mi tormentano senza il minimo riposo

la notte ed anche il dì.”

Mai peggior scelta davvero potevo far,

in quella sede i rumori

eran proprio tanti, da quelli secchi

con sibili, fischi e gemiti,

con anche i comuni ronchi,

ai rumori umidi con rantoli

a varie bolle, consonanti o gorgoglianti.

Miei cari fumatori,

ex colleghi di sventura,

lo so è proprio dura,

ma se non la smettete

la cosa in questo ambito

si fa davvero seria,

se non insorgon prima

guai vascolari

specie nei distretti cardiaco e cerebrale,

per non parlar delle pene

del solito attributo,

in ogni tempo contrastato:

da bambino peccato pur la vision,

in gioventù divieto religioso e

da grande con tanti accorgimenti.

Dando seguito allo stress...

 

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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L'autore
Francesco Andrea Maiello

Sono un medico di famiglia, scrittore di morale che considera l’anima una triplice coscienza: vigile, consapevole e morale. Più chiaramente l’anima è certezza di esistere (cogito ergo sum – CARTESIO), consapevolezza di amare (amo e sempre sarò – Maiello da PLATONE) ed eleganza di vivere con la coscienza morale (gnothi

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