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Fantasy 10 ottobre 2013 · lettura 3 min · 1554 letture

La storia del cassetto e della cassa

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santo aiello 16 racconti pubblicati
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Un giorno, in uno dei tanti libri di una biblioteca di una delle tante città del mondo, un giorno dicevo c'era una bella parola che passeggiava in un lungo rigo costeggiato da belle pagine fiorite di qua e di là . La parola “ casa” se ne stava cosi beata a godersi gli apostrofi e le virgole che giocavano sul rigo mentre il foglio su era libero da scarabocchi e cancellature. Le sue guardie del corpo, le fedeli virgolette che l'accompagnavano ovunque, pronte a proteggerla da ogni pericolo, si godevano anche loro beate la tranquillità. Una splendida giornata l'aspettava, almeno cosi sembrava.. Quando d'un tratto, con uno scricchiolio dal rigo di sopra, d'improvviso cadde una esse minuscola (per fortuna) sulla povera parola che nonostante la pronta reazione delle virgolette, si ritrovò d'improvviso e senza volerlo ad essere “ cassa”. Cassa?  Si domandò sconcertata la povera parola mentre si guardava allo specchio, notando come effettivamente era diventata un pò grassottella. E mentre era intenta ad osservarsi, passò di lì un ladruncolo, che appena la vide cercò subito una chiave o qualcosa da infilare tra le lettere per aprirla.. E prova e riprova fino a quando la povera "cassa" se ne accorse e si mise a urlare: lasciami stare, brutto manigoldo! Mentre le povere virgolette non sapevano più che fare.. dopo un po passò di li anche un macellaio, e anche lui si mise a provare di aprirla senza successo. E lo stesso fece il fruttivendolo e anche il farmacista. Dopo un pò la povera cassa era stremata e se ne stava li distesa, minuscola minuscola sopra un comodo sostantivo. Mentre era cosi, gli si avvicinò un cassetto piccolo piccolo che la guardò curioso. Ho visto tutto, gli disse.. Non ti lasceranno in pace, lo so. Perché? Domando la povera cassa, cosa ho fatto di male? Allora il cassetto sorrise divertito e puntandole un ditino addosso le esclamò: sei piena di soldi, non lo vedi? Per questo tutti vogliono aprirti. Ti faranno uno spelling e ti prenderanno tutto prima o poi.. Pensa per te! Disse la cassa indispettita. E tu, perché hai un pancino cosi piccolo? Chiese.

Il cassetto si guardò il suo pancino e se lo accarezzò dolcemente. Poi guardò la cassa e gli disse, con gli occhi umidi dall'emozione: sono sogni, cara mia, sono sogni quelli che tengo dentro di me. A volte sono pure troppi, lo sai? Ho solo un pancino piccolo piccolo e la gente ci mette dentro tutto quello che non riesce a fare perché gli mancano i soldini.. Allora la cassa ebbe un lampo di idea. Troviamo qualcuno che crede in noi e insieme lo aiutiamo a realizzare i suoi sogni, ci stai? Cosi io mi svuoto e tu stai anche più leggero.. Che ne dici? Il cassetto ci pensò su un attimo e con un sorriso disse: si, facciamolo! Cosi se ne andarono insieme in giro per le pagine dei libri a cercare qualcuno che credesse in loro e ogni tanto lo trovarono, altre volte no, ma l'importante per loro era di essere diventati amici, perché solo cosi si potevano aiutare e non essere più soli.. 

 

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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Dolcissimo racconto... Bravo Santo.. (Tonia Fracella)

Si, bravissimo che fantasia, ciao (Patrizia Ensoli)

Quando si uniscono il braccio e la mente... (Antonio Terracciano)

Commenti (1)

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Patrizia Ensoli10 ottobre 2013

Originale favola, divertente e simpatica <br/> ma che contiene una grande e bella morale... <br/> L'amore di chi possiede i sogni, unito a chi possiede i mezzi <br/> molto potrebbe fare su questa terra ... Piaciutissima!