Natale
E così è passato anche questo giorno. Passò per me scrivendo di poesia. Una poesiola sul Natale in un anno di crisi nera d' un povero Paese, come il nostro violentato da anni di malcostume e ruberie e sperperi, ad ogni livello e in ogni dove, sia pubblico che privato. Mi ricordo il Natale degli anni 60. Quello sì che era il Natale spiccicato delle cartoline luccicanti, vendute per poche lire nelle tabaccherie- drogherie. La neve di quei Natli lì copriva un già naturale candore, presente prima di tutto nelle persone. Le persone erano più buone, sì, questa è la verità. Anche i cattivi non erano proprio veri cattivi allora, erano più poveri diavoli infelici, e così anche i Natali erano per davvero la festa dell'amore. Chiedo perdono ogni giorno per aver, nel mio piccolo, dato una mano a uccidere nel modo più osceno quei Natali dall'aria magica, un'aria profumata come l'alito di Dio. Chiedo perdono, perchè questo è davvero il peccato più grosso che mai gli uomini siano stati capaci di commettere nella loro infinita stupidità, da quando sono stati misericordiosamente dati alla Vita. Amen.
Nata il 4 Luglio 1957, è sposata senza figli. Laureata in Lettere moderne presso l'Ateneo di Pisa, da trent'anni lavora presso un'azienda privata del Centro Italia, come responsabile del settore contabilità e bilancio. Scrive versi per diletto. Alcune sue poesie state selezionate dal giornalista Aldo Forbice per il co
La bacheca del racconto
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Sì, però tutto nel ricordo diventa più bello... (Antonio Terracciano)
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