La gatta
La gatta viveva nel mio giardinetto. Ogni notte spariva per tornare il mattino successivo oppure dopo uno o due giorni. Sapevo che era una gatta perché me l'aveva detto la vicina di casa. Mi aveva anche avvertito che la gatta non voleva farsi avvicinare, se lo facevi ti soffiava contro e poi scappava. Non davo cibo alla gatta perché pensavo di non doverle creare un'abitudine, però glielo dava la vicina. D’ accordo, poteva essere utile per i topi ma l'avevo vista orinare e defecare in quel fazzoletto erboso, e anche in un vaso pieno di terra, ed erano una vista e un odore molto sgradevoli. Anche se non frequentavo quasi più quell'angolo di casa, l'idea di poter schiacciare occasionalmente qualche cacca di gatta m'infastidiva. Comunque non desideravo impegni. All'inizio avevo provato a scacciarla ma lei ritornava. Così alla fine la lasciai in pace. Aveva un suo angoletto preferito, nascosta dietro una camelia dalla parte opposta della porta della cucina in modo da poter fuggire ad ogni avvisaglia di pericolo, e per lei il pericolo ero io. Ogni mattina aprivo la persiana e attraverso la porta vetrata guardavo la gatta rannicchiata nel suo cantuccio. Al rumore lei alzava la testa di scatto e mi fissava con quei suoi begli occhi allarmati di un verde fosforescente. Mi ci ero ormai abituato. La sera prima di andare a dormire spiavo fuori per vedere se era lì oppure se fosse andata via. Qualche rara volta l'ho vista rimanere fino a notte inoltrata ma per lo più a notte fonda non c'era mai. Nella notte di san Silvestro, come di solito, si allontanò. Il mattino successivo aprii la persiana e cercai la gatta ma non c'era. Sarebbe tornata, ne ero sicuro, lo faceva sempre. Ho aspettato per giorni, mesi e ormai è passato un anno ma la gatta non è più tornata. Che le sarà successo mi chiedo ogni mattina. E' stata investita ed è morta, oppure si sarà accoppiata e avrà generato dei gattini da accudire e quindi avrà cercato un luogo più idoneo dove stare. Mi dispiace che non abbia pensato di ritornare e portarmi i suoi gattini, a questo punto avrei ospitato anche loro. Ho chiesto alla vicina e secondo lei doveva essere morta, altrimenti sarebbe sicuramente tornata. Ma io ogni mattina mi affaccio sempre nella speranza di rivederla. Non mi ero mai accorto prima di quanto fosse solitario il mio giardinetto. Questo inverno piovoso poi lo rende ancora più triste. La siepe rampicante sta invadendo il terreno, le ortensie si sono seccate, le camelie sono colme di boccioli e qualche roseo fiore precoce giace già a terra. Avrà pensato a me la gatta nel momento di morire, e avrà espresso il desiderio di tornare?
Molti trovano la loro maggior fonte d'ispirazione in un'umanità roboante di vite straordinarie popolata di dei, semidei, eroi, re, regine, principi, grandi condottieri, influenti filosofi e scienziati e persino spietati criminali. Io invece sono interessato ad un'umanità molto più silente, negletta dai più, senza gran
La bacheca del racconto
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Impossibile non affezionarsi a quegli animali! (Antonio Terracciano)
Commenti (0)
Ancora nessun commento su questo racconto. Se ti va, scrivi il primo!
