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Viaggi e Avventura 20 gennaio 2014 · lettura 3 min · 1745 letture

Il Mal del Nord

elena rapisa 7 racconti pubblicati
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Quando si accenna al “ mal d’ Africa”, tutti  ne comprendono l’ intrinseco significato.

 

Per me  esiste anche il  “ mal del Nord “.che  ti entra nel cuore, si insinua fin sotto la pelle e per il resto della vita lo porti dentro, ma proprio alla radice dei pensieri. Rimane  te, latente, silente e indimenticabile.

 

Ci si ritrova come sospesi piccoli umani che cercano di non sentirsi annullati da quegli spazi. Da tutte quella neve, quel verde, quelle rocce, quell’ elemento marino che è nato da ferite generate dai ghiacciai che  per millenni sciogliendosi, hanno inferto alle colline. Poi lentamente il mare se n’è impadronito. Sono nati così i fiordi.

Le strade strette a volte pericolose, sono arabeschi che incidono superficialmente la continuità delle foreste. Da rocce cupe che spesso le delimitano, scendono cascate diamantine a formare veli di spuma. Mentre il mare, quasi massa solida e statica permette alla vegetazione che si china su di lui, di usarlo come specchio.

In noi si fa strada una nuova percezione, quasi fisica: il silenzio, lo spazio, il tempo senza tempo.

Buchi di azzurro intenso a fatica e repentinamente si aprono fra nugoli di nubi bianche e frettolose, per sparire altrettanto velocemente. Per poi riapparire ancora: una lotta continua tra luce ed ombra.

Lontano, si staglia una vetta la cui cima, i cui fianchi brillano quando un raggio riesce ad accarezzarli. E’ un biancore brillante, puro: sono i grandi ghiacciai, che più a valle si trasformano in laghi di marmo.

E ancora foreste, e casette di legno sparse, solitarie. Con grandi vetrate per impossessarsi di tutta la luce possibile. Per immagazzinarla quasi, per quando arriverà la lunga notte nordica.

Questo è il Nord, questa la sua pura poesia. Per arrivarci si macinano letteralmente migliaia di chilometri. Per arrivare dove? Ma a Capo Nord, s’ intende! L’ ultima tappa, oltre il Circolo Polare Artico. Dove d’ estate, tra luglio e agosto, il sole non tramonta mai.

A mezzanotte esso cala fino a toccare l’ estremo orizzonte. Palla infuocata che illumina di riflessi rossastri le sempre presenti nuvole. 

 

Ci avvolge il silenzio. Intorno  rocce che si perdono nel mare; in noi, come un susseguirsi di emozioni palpabili..

  E nei cuori, nelle nostre menti: la realizzazione di un sogno.

 

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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elena rapisa

Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do

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Dev'essere un viaggio davvero interessante! (Antonio Terracciano)

Ho respirato e sognato conte! Ti voglio bene (Patrizia Ensoli)

descritto molto bene,apprezzato ! (emiliapoesie39)

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