Il silenzio
IL SILENZIO
Il vento di maestrale sembrava accompagnare i pensieri di Viola che puntualmente, alle cinque, prima dell’ alba, si svegliava raggirandosi nel letto e pensando ai fatti della sera prima. Non era donna che si pentiva di niente ma pensando a quanta dedizione e amore avesse riposto in una persona che pensava amica, iniziò a palpitarle il cuore come avesse corso. In realtà, la sua, fu una corsa tremenda, come inseguire un fantasma che più che far paura era impaurito … scappava, forse era meglio che non si fossero mai conosciuti, e per quanto cercasse nella sua anima, non capiva ne ricordava il perché gli volesse così bene.
Che male poteva aver subito? Le pareva di capire che per lui tutti fossero figli di una macchina, predisposti a eseguire le stesse cose, verrebbe da dire che in fondo anche lui era come tutti “ gli altri” . Viola osservò la sua foto, la teneva appesa in un porta- ritratti vicino al suo letto, come per parlarci, gli dava puntualmente la buona notte.
Provava per lui, un sentimento che non riusciva a definire, lo sentiva triste, avrebbe voluto accarezzarlo, rassicurarlo e strapparlo al silenzio che lo isolava, non certo per chiudersi nella “ settima stanza”. Il suo silenzio era proprio dei cimiteri, di chi non poteva parlare.
Come Rossella, Viola si voltò, socchiuse gli occhi e idealmente si portò in riva al suo mare, una distesa azzurra che le diceva: per il silenzio avrai l’ eternità, ora prova a cantare con me, ma fu il maestrale a farle la ninna nanna.
La bacheca del racconto
Le sensazioni lasciate dai lettori.
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