A tutte le Donne
Pasqui Lettieri
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Il dono della vita.
Non voglio esistere solo per me,
voglio esistere per chi
mi ha dato il Dono della vita.
Per chi ha messo sulla mia strada
persone e situazioni che hanno
insinuato in me il seme del dubbio.
È giusto mortificare l’ anima,
la mente, il corpo, le azioni
per rispettare le regole della tribù?
Una luce lontana si è accesa,
mi ha detto: “ seguimi ”,
ho allungato le mani nude, e l’ho seguita.
Ignara dei futuri dolori, ma consapevole
che ci sarebbero stati, ho iniziato il cammino verso quella luce.
Implode in me la rabbia del non detto,
del non fatto prima.
Adesso dovendo dar conto
del Dono della vita,
a Colui che me l’ha donata,
l’Io Universale che tutto in me è compreso.
So di non dover abbassare gli occhi.
A testa alta gli dirò: farò fruttare il Tuo Dono,
regalandoti la gioia di non
avermi donato invano la vita.
Allora udirò, squilli di trombe e
suoni di campane che annunceranno
una vittoria e non una resa. D.C.
- Questa poesia è di una poetessa combattente,
- diciamo, di una partigiana del sè,
- che ha lottato, per scacciare con forza,
- lo straniero violento e oppressivo che
- era dentro di Lei.
- Ha saputo tagliare, recidre, con le radici
- marce della sua terra, ricostruendo se stessa,
- in nuovi , territori ostili.
- Certo, la Sua anima nobile, è rimasta con
- tante cicatrici:
- " Morsi di squali e ingoiate di balene"
- Quali segni, ancora , portono dentro il dolore
- di un vissuto violento, e, a volte
- sconfortevole.
- Non pace, e nemmeno armonia a tratti.
- Ma, insieme a queste cicatrici, nell'anima di
- questa donna eroina, ci sono anche tante
- medaglie al valore della persona,
- dell'identità in sè.
- Alla Sua voglia, di ribellarsi, di urlare e
- di ricostruirsi nuovamente,
- malgrado le paure, e l'angoscia una nuova
- vita. Angosce , turbamenti, che destavano
- orrore nell'oceano della vita e del
- suo prosiguo.
- Medaglie, conquistate sul campo, tra rabbia, e
- angoscia e la forte paura, del divenire altro
- dalla deformata immagine di se stessa,
- che era stata affibbiata dal padrone.
- Ha lottato, con draghi e fantasmi,
- rappresentati , a tratti dalla sua fantasia e
- spesso, dalla realtà che si rapprensentava
- vestita da giustiziere.
- In'ultimo, ha sconfitto, quasi il tutto, che la
- possedeva: " Demoni e fantasmi "
- Nulla, gli è stato regalato.
- La Sua poesia, è un canto liberatorio,
- un urlo, come l'urlo di Munch,
- fatta, composta, in un viaggio su di un treno
- che arriva alla stazione di fermata.
- Destinazione che malgrado gli ostacoli della
- società e della istituzioni, che non
- proteggono la vittima, e la vita stessa di
- ogn'uno di noi, cosa; Orribile e inumana per
- uno Stato civile e democratico, ci si giunge
- comunque con la propria forza interiore.
- Brava Poetessa ... e ancora brava, col tuo
- canto fatto di consapevolezza e di ribellione!
- Questa poesia è dedicata, a tutte le donne che
- soffrono e che cercano la loro libertà di
- essere attraverso la lotta quotidiana, e,
- soprattutto, a quella lotta incisiva
- che le permette di essere persone di una
- certa qualità elevata di spiritualità.
- A tutte le donne che combattono ol nemico
- colonizzatore.
- Grazie.
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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
L'autore
Pasqui Lettieri
La bellezza dell’essere sta nella tolleranza, nella comprensione, nella fiducia, nell’accettare il diverso che dentro di noi muta. Nel porre soprattutto ogni giorno, fiducia alla vita. Sono sempre interessato a quello che accade dentro di me, sin da piccolo, in particolare a come rotolano le biglie sul tappeto ver
La bacheca del racconto
Le sensazioni lasciate dai lettori.
molto toccante, grazie (Annamaria Cherchi)
sofferta,toccante,spirito battagliero,urlo,di ribe (emiliapoesie39)
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