La giuria dei poeti
Un giorno in un prato si tenne un gran congresso di poeti. Vennero in quel prato illustri professori, emeriti dottori, qualche editore, un generale e una signora benefattrice che nascondeva i suoi anni sotto maschere di bellezza.
Recitarono i poeti le loro poesie, l'editore compiaciuto ascoltava coloro che avevano pubblicato a pagamento da lui, i professori contavano le sillabe, i dottori le metafore, il generale le gambe delle poetesse e la signora benefattrice i giovani poeti di gradevole aspetto.
A un certo punto arrivò uno straccione senza fogli e solo con un bastone.
Piantò il bastone nel prato e rimase in silenzio.
La giuria iniziò a mormorare, che dire? Che fare?
Lo straccione allora disse:
"cosa volete? vi aspettate che io mi lasci giudicare da voi? Giudicate la poesia di questo bastone esso racconta di quando era ramo, degli usignoli che ospitava tra le fronde folte, del temporale che lo spezzò e di quando lo trovai un mattino.
Da allora è mio compagno e ora che sono vecchio mi sorregge.
Giudicate lui, altro non potete, perché la poesia non è nei vostri occhi, non è nelle vostre mani, non è nei vostri cuori.
Voi contate solo gli alberi e non le foglie."
Poi tolse il bastone dalle terra e andò via, ma quattro poeti lo seguirono, uno non aveva pubblicato, uno non era giovane e bello, una era una donna senza trucco e il quarto era un ladro che il generale aveva carcerato.
Loro erano i poeti e di loro narrò poi la storia che si sarebbe a lungo parlato, ma quella giuria nessuno ricordo ha poi lasciato.
La bacheca del racconto
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Molto bello e significativo! complimenti! (stelsamo)
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