Capitolo quarto La solitudine del gatto
La vitalità di Pino, era sempre stata, prorompente. Difatti, fin dall'età di diciassette anni, suonava la batteria, strumento che come è noto, richiede garnde forza e destrezza, tecnica e fantasia, oltre che un grandissimo senso del ritmo insieme ad un orecchio e musicalità.Ci vuole insomma quella che si chiama: intelligenza musicale, che và unita appunto alla velocità d'azione e di pensiero, grande vitalità per l'appunto.
Quando verso i cinquantanni, la malattia si evidenziò,egli divorziato e libero passava ancora da una avventura all'altra, suonava facendo delle turnee che richiedevano doti di giovinezza e di entusiasmo come chiunque suoni e faccia spettacolo sà molto bene. Quindi quando la malattia iniziò a dare i primi seri segnali, togliendogli da subito il movimento del collo e impedendogli la sua solita deambulazione, si demoralizzò,ma per poco tempo. Quando Daniela lo prese a carico, Pino si era non solo abituato alla nuova e triste condizione, ma la sua indole, era rimasta tale e quale, compresa le sua innata predisposizione verso le belle donne e Daniela era senza dubbio una piacevole bellezza bruna. Perciò dopo poche settimane, lei completamente affascinata dalla sua vitale gioia di vivere, gli era caduta fra le braccia malgrado i segni fisici della malattia fossero già evidenti. Ma Pino riusciva ad affascinare le persone che gli stavano attorno, con la simpatia oltre che con il saper fare tipico delle persone di un certo spessore. Fu alquanto banale il modo in cui si ritrovarono in fine a fare l'amore: dapprima lei che accettava sempre volentieri di posare per lui, alla richiesta fattale dal Pino disegnatore di denudarsi il dorso, Daniela accondiscese e togliendosi velocemente la camicia e il reggiseno, gli diede così l'opportunità di eseguire un paio di studi sul suo piccolo ma perfetto seno a coppa come protagonista. In seguito lei si diede da fare ai fornelli per preparargli un manicaretto al quale avrebbe fatto onore ella stessa, in quanto a volte quando non voleva andare a casa per un panino troppo veloce, accettava l'ospitalità del suo simpatico assistito. Pino, mentre lei sigaretta in bocca stava badando al sugo, le si accostò cincendole i fianchi in un impeto d'affetto. Ma l'esuberanza, si trasformò in un abbraccio tale, che i corpi ebbero la normale conseguenza dell'erezione completa per lui e l'inumidirsi della vagina di lei, che tra l'altro non faceva all'amore da un p'ò di tempo( per non parlare del tempo di astinenza di Pino.)Daniela d'istinto, spense sia la sigaretta che il fuoco facendosi prendere dal caldo desiderio. Lui le abbassò i pantaloni della tuta continuando a strofinarsi sul magnifico culetto che presto fu liberato anche delle bianche mutandine di filo. Si ritrovarono a continuare quegli abbracci che li portarono inetabilmente ad unirsi in un amplesso che spinse Daniela riversa sul lavandino appoggiata a ponte a gemere mentre le sue braccia cercavano d'abbracciare l'uomo che dietro di lei si muoveva con colpi dolci ma penetranti, finchè un orgasmo simultaneo riempì piacevolissimamente i rispettivi organi, mentre Pino stringendo e premendo con più forza, allentò finalmente l'abbraccio, non prima di aver dato sulla sua bianca schiena un sonoro bacio che li fece ridere subito dopo. Forse per rompere l'imbarazzo per quell'atto imprevisto ma sicuramente desiderato da entrambi.
Nato il 12-08-48(del novecento) a Rivoli prov.di torino in italia-europa-mondo-vialattea. mediocre ma variegato.abbastanza sfigato...ex..molte volte ex... a undici anni la mia prima poesia(essendo un cretino,scrivo pure adesso che ho qualche anno di più) espressionista nato.illuso ma disilluso.causa forza maggiore.
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