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Fantasy 21 novembre 2014 · lettura 3 min · 975 letture

La pratica

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Michele D 23 racconti pubblicati
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“ Allora, signor Perec, è proprio convinto della decisione presa? Nessun ripensamento?”
“ Perché, le capita d’ imbattersi in ripensamenti?”
“ Molto più spesso di quanto lei possa immaginare… ma quando la pratica è avviata non si può tornare indietro.”
“ La pratica, già… no, nessun ripensamento”
“ Bene”
“ Quando accadrà?”
“ Quando meno se lo aspetta, comunque, non dovrà attendere molto”
“ Vivrò nell’ attesa”
“ Già! È tutto. Potrà accordarsi con la segretaria per la regolarizzazione economica”
 
I due uomini si strinsero la mano. Mentre il signor Perec si avviava verso l’ uscita l’ altro rimase a visionare sul computer altre pratiche da completare.
Il sole di Parigi illuminava quell’ ufficio spoglio che dominava sui tetti di Montparnasse.
Era una bellissima giornata di primavera…
Jean Perec incominciò a girare a caso guardando tutto ciò che lo circondava.
Osservava i tetti, una finestra aperta che rimandava un riflesso, osservava gli alberi e la gente nei bus e ogni passante.
Sembrava che ogni movimento lo interessasse.
Rientrò a casa, spalancò le finestre, prese un sedativo e si addormentò.
I giorni seguenti trascorsero tutti nell’ identica maniera. Girovagava per la città osservando ogni cosa, poi trascorreva lunghi momenti nei parchi seduto su una panchina. La sera rientrava a casa e la notte e il giorno dopo, tutto ricominciava da capo.
 
Un mattino passeggiando per i giardini del Lussemburgo vide una giovane donna che stava gettando dei pezzi di pane alle anatre. Si avvicinò e incominciò a guardarla, affascinato, lei si voltò, gli sorrise e continuò a gettare pezzi di pane alle anatre.
Trascorsero tutta la giornata insieme e così buona parte dei giorni a venire.
Cambiò abitudini.
La notte teneva le finestre chiuse con le tende tirate e di giorno non usciva di casa.
Matilde era sempre con lui e diceva di non capire questo suo comportamento.
Lui diceva di essere felice e che tutto sarebbe cambiato.
Un giorno uscì di mattino presto e rifece la stessa strada di due settimane prima.
Era agitato e correndo rasente ai muri osservava tutto intorno. Giunse all’ ingresso di quel palazzo, prese l’ ascensore fino al ventesimo piano, ma di quell’ ufficio non vi era traccia, al suo posto un’ agenzia di viaggi.
Ripercorse velocemente il Boulevard Raspail, voltò per il viale alberato di Rue Emile Richard che attraversa il cimitero di Montparnasse.
Quasi all’ altezza di Rue de Froidevaux avvertì un luccichio.
Si fermò… Vide Matilde. Le sorrise e le andò incontro.
Si udì solo un colpo ovattato e il tonfo di un uomo che cade.
La pratica era stata conclusa…

 

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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