Una vita banale (parte quinta)
Non mi pare che nel 1960 siano avvenuti grandi fatti nel mondo. Ultima estate prima di andare a scuola. Mi tornano in mente i lampioni a forma di piatto di Popoli. Quel loro muoversi facendo un rumore abbastanza lugubre.
Io che mi fermo a bere alle fontanelle per strada.
La salita Cocco e la caserma dei carabinieri.
Il mulino con lo scivolo di marmo, una discesa di pochi metri che a un bambino sembravano tanti.
La pizza del forno di Laurine e le casette di cioccolato di Epimenio.
Non potevo ancora andare a giocare al biliardino, ne parlerò dopo.
Di fronte alla tabaccheria di mio nonne c'era un'osteria.
Vendeva il vino nei quartini e le bottiglie di gassosa. Ora ditemi voi se avete più bevuto una gassosa come erano quelle degli anni 60 o una birra Peroni che avesse lo stesso sapore di oggi. Nell'osteria sul bancone l'oste vendeva anche i lupini, i ceci e le carrube.
Così andavo a comperarmi i lupini o andavo alla latteria di fronte a prendere il gelato alla banana o la coppetta. Non c'era poi tanta scelta a quel tempo o sono io che non ricordo.
Come era bella la signora della latteria, aveva un gran seno e non poteva fare un mestiere diverso.
Ora voi direte... ma avevi sei anni, si ma quel seno mi dava la sensazione di una cosa dolce e buona, senza alcuna malizia.
Il 1960 fu anche l'anno in cui andai alla prima elementare. La scuola era dietro via Botticelli una parallela. Io me la ricordavo grande ma quando sono andato in un ispettorato sinistri che occupa lo stesso spazio di dove era la mia scuola l'ho trovato molto più piccolo di come lo ricordavo.
Avevamo un colletto bianco rigido alla prima, sulla manica un distintivo con il numero uno in caratteri romani e si andava con una pesante cartella.
Parlerò del periodo delle elementari e del bullismo nelle prossime storie, ma voglio solo ricordare il mio primo giorno di scuola, capii subito che quel posto non mi piaceva affatto.
Dico io se è normale costringere un bambino di 6 anni a stare seduto in un banco senza potersi alzare di continuo. Decisamente capii quel giorno stesso che la scuola così non mi piaceva e che appena possibile avrei combinato dei guai a scuola, mantenni la promessa ma questa è un'altra storia. Buona notte amici lettori alla prossima.
La bacheca del racconto
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Bello , ricordi che riaffiorano.. (Annamaria Gennaioli)
Per me il 1960 sono le Olimpiadi di Roma seguite (Antonio Terracciano)
sulla TV della nonna. D'accordo su birra e gassosa (Antonio Terracciano)
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