In viaggio
Ogni santo giorno la fatica di svegliarsi per incamminarsi dove? In un angusto spazio buio ricco di silenzi né pioggia nessun vento o caldo verso la polvere in compagnia del nulla, con le valigie vuote. Strada facendo quante parole fluttuano nell’ aria, abbracci con gli occhi quello che le mani non possono, per arrivare prima con mezzi sempre più veloci, se potessi, useresti la Ferrari per comprare le sigarette, I suoni amplificati di chi tuona contro le guerre, se chi le maledice sta in alto, ha il potere di compilare le cartoline di precetto e tu orgoglioso e fiero firmi il testamento e parti… con un po’ di fortuna morirai da eroe lasciando quell’ amore semplice che tenevi abbracciato dolcemente, che ormai si perde come una nuvola, piangendo in braccia a un altro, ma ogni tanto prega, pensa alle tue mani, perché Dio ti perdoni! Qualcuno si chiede se sarà vero che puoi nuotare in cielo tra le nuvole. Intanto si fa giorno, i conti quelli veri, in concreto devi farli col borsellino vuoto. Mi torna in mente l’ omelia di un prette che senza timore, da un altare e con le forze dell’ ordine presente, disse: io non posso darvi nulla, se avete chiesto e nessuno ha dato, rubate! Attenti non fattevi beccare da un carabiniere. Buon giorno amici miei, da quaggiù, in attesa di quel famoso spazio che il buon Dio non nega a nessuno.
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