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Sociale e Cronaca 2 dicembre 2014 · lettura 3 min · 1480 letture

Un ricordo riaffiora

Sara Acireale 35 racconti pubblicati
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Il bar è in penombra. C'è un effetto di chiaro  scuro, una striscia di luce stende una pennellata luminosa sul pavimento. E' un bar della periferia di Roma. E' una grigia giornata autunnale.

Marco è seduto in questo bar frequentato da operai, disoccupati e sottopagati. Si versa un bicchiere di vino rosso.

Ad un tratto, il colore dell'etichetta della bottiglia, intravista sullo scaffale, fa esplodere i suoi pensieri. 

 

Era d'estate, nella stagione in cui il cielo è più azzurro e le rondini volano realizzando nel cielo figure geometriche. Era seduto sui gradini di una chiesa di campagna e... aspettava.

La ragazza arrivava in bicicletta e si sedeva accanto a lui. Era bruna, con grandi occhi neri e il  suo corpo emanava un fragrante odore di lavanda. Camminavano tenendosi per mano, erano giovani e con mille progetti da realizzare.


 

Si versa un altro bicchiere di vino, cercando di scacciare il ricordo ossessivo, dalla sua mente. Gli altri avventori chiacchierano davanti ai loro bicchieri.

Marco si alza per andare alla toilette, al piano inferiore. Quando ritorna al suo tavolo sente un intenso odore di lavanda che è sufficiente a fare esplodere nella sua mente, il ricordo molesto.

 

Era l'imbrunire e loro due passeggiavano lungo il ciglio della strada. La notte scendeva ma loro camminavano sempre, l'odore di lei si sentiva nell'aria. 

 

Fa portare un'altra bottiglia e beve, beve tanto. Con il calare della sera, la luce al neon del bar dà alle figure un riflesso bluastro.

 

Si incontravano spesso lui e la ragazza e camminavano fino a stancarsi. Dopo si baciavano.

Lei è lontanissima adesso, ricorda ancora quando (per un fatale errore) il corpo di lei andò a finire nelle acque del Tevere. Marco si gettò nel fiume e riuscì a portare a galla il corpo di Margherita diventato gelido e bluastro.


 

Ci sono mile cose che può fare adesso, ne sceglie una: quella del non ritorno. Tracanna l'ultimo bicchiere, esce dal locale e incomincia a camminare, come un automa si lascia trasportare  dal ricordo e va a finire alla balaustra del ponte.

 

Chi domani raccoglierà le spoglie di un vecchio barbone non leggerà nei suoi occhi sbarrati, una verità celata. Una foto ingiallita di donna sarà stata portata via dalla corrente.

 


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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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«C'è sempre tanta disperazione nella vita di un barbone. Non possiamo mai capire il perché si può arrivare questa scelta.»

L'autore
Sara Acireale

Scrivere è per me VIVERE, non posso farne a meno. La scrittura per me non è terapia e nemmeno una forma di evasione. È qualcosa di più, scrivendo cerco di fare la conoscenza con me stessa. Penso che la poesia sia come un fiore. Il fiore ha bisogno d’ acqua e la poesia di stimoli, di lettura, di confronti... Non si fini

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E' vero, dietro a due occhi persi, tanta tristezza (Patrizia Ensoli)

invisibili e silenziosi .... Brava, triste realtà (Patrizia Ensoli)

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