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Fantasy 21 dicembre 2010 · lettura 4 min · 3931 letture

Acino lo Gnomo

Pasqui 219 racconti pubblicati
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Un giorno mentre stavo seduto con la schiena diritta come un palo e la penombra della casa mi teneva compagnia, attraversai improvvisamente in un battito di ciglia, la foresta della mia immaginazione. Ricordo, che stavo gustando sulla lingua un acino d'uva bianca, quando, improvvisamente ingoiandolo sentii un tonfo profondo nel mio stomaco che digiunava da un bel po di tempo:" aiuto, aiuto... qualcuno esclamava dal pozzo del sacco gastrico! Chi era? Oh madonna mia, mi chiesi:" chi è che urla da dentro il mio stomaco? " Il pensiero, parlava senza che io aprissi la bocca, e dalle viscere del mare gastrico un vocione si affacciò attraverso la bocca:" sono Acino lo gnomo buono, sputami per piacere, vomitami, insomma, mettimi fuori da te, cannibale e disumano uomo!" Mi spaventai, ansioso corsi di qua, e di la', battevo i piedi, mi stringevo la testa tra le mani, mi chiedevo: "non è possibile tutto questo, uno gnomooooooooooo, aiuto, aiutatemi". Poi mi sedetti nell'illuminata ragione del razionale, cominciai a riflettere, sconvolto gli parlai da dentro la bocca:" che vuoi da me", gli dissi ". Come posso riparare a tale torto... se non riesco a vomitarti?" Silenzio regnava nella gola del tempo... aspro e ansioso silenzio, poi, ecco, lo gnomo con la sua voce si presentò, mi gridò di andare nel bagno, di mettermi le mani in gola e di vomitarlo. Bene gli dissi, lo farò, ma in cambio ti voglio chiedere un dono che sempre ho desiderato, e cioè, il dono della verità delle cose che accadono, Acino senza pensarci su mi disse:" si, comincia a vomitare pure e vomitami velocemente, ti donerò la verità delle cose." Andai nel bagno, e conficcandomi le mani sotto alla campanella della gola vomitai... poverino, lo gnomo venne fuori bagnato di giallo gastrico ridendo, rideva per la scivolata fuori dal mio corpo. "Ecco, gli dissi, sei fuori ora tocca a te, dimmi delle verità nascoste agli uomini " Saltellò, fece capriole, gli cadde dal capo il berrettino rosso e ridacchiando, cominciò a parlare, disse, che ogni verità è nata con l'uomo, e tutti siamo portatori di verità assolute, chi nel dolore, chi nella gioia, chi nell'amore, chi, nella passione". La verità continuò , non è altro che prendere coscienza del proprio essere uomo, e tagliare la falsità che regna nel buio degli esseri, come il taglialegna fa tagliando i tronchi secchi degli alberi". Improvvisamente, spuff, spuffte, svanì nel nulla.
Insieme a lui, sparì la foresta della mia immaginazione.
Ma pensandoci, prima di sparire mi aveva detto quello che sappiamo tutti, e cioè che ogni uomo ha la sua verità, ed ogni verità, corrisponde alla verità propria e profonda di guardare la vita attraverso lo specchio del cuore.
Da allora, cerco in ogni chicco d'uva che mangio, Acino, lo gnomo buono, sperando che un giorno, forse, ubriaco del succo dell'acino dell'uva, verrà fuori, ma, la prossima volta, non lo lascerò venire fuori dal mio mare giallo fatto di succo gastrico; mi ha fregato scomparendo il piccolo diavoletto. Se lo incontro nuovamente gli chiederò della verità assoluto sulla nostra esistenza, su dove andiamo e il perchè. Gli chiederò insomma perchè la vita e perchè la morte.

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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L'autore
Pasqui

La bellezza dell’essere sta nella tolleranza, nella comprensione, nella fiducia, nell’accettare il diverso che dentro di noi muta. Nel porre soprattutto ogni giorno, fiducia alla vita. Sono sempre interessato a quello che accade dentro di me, sin da piccolo, in particolare a come rotolano le biglie sul tappeto ver

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profonda...verità.... (Aminam)

Stupenda immagine per rappresentare la verità. (Domenica Carrozza)

piaciiuta...molto significativa. (Silvia Contessa)

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