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Spiritualità 20 dicembre 2014 · lettura 19 min · 1034 letture

Gli albori della vita (6a parte)

Francesco Andrea Maiello 234 racconti pubblicati
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Proprio adesso in pieno esaurimento, non è innamoramento ma solo decadimento (fragilità mentale), vi confido che la Musa è solo un pretesto per scrivere poesie e una scusa per tenere le donne a distanza perché a me piace vivere da solo e, per quanto mi riguarda, non esiste la donna speciale:

 

Il decantar la musa

è solo una scusa

per sfuggire alle donne

se da tempo in loro io cerco

qualcosa di speciale

di difficile riscontro.

E così, già dal linguaggio,

mi piace la erre moscia,

se passo poi al viso

mi affascina il sorriso

e in tema di bellezza

adoro la dolcezza.

Ma questi son requisiti

di una Musa autentica

e pure di una donna speciale

che, icona esemplare,

non ha copie similari.

A me turba tanto la mente

che la vedo con la fantasia,

me la ritrovo in poesia

ma poi resto isolato

in questa sterile scrittura,

frutto soltanto

dell'ennesima bocciatura

da parte delle donne

che tengo sempre a distanza

ricorrendo ad una musa

con questa solita scusa.

 

Sicuramente, in tema femminile, sono un soggetto complicato ed esigente, ma di questi tempi con le donne che si concedono subito e gli uomini che vengono prima (qui la pillola non fa miracoli!) si è arrivati ad uno squallido andazzo, tanto che adesso con le mogli si fanno i figli, con le amanti si fa l'amore e con le muse le poesie.

Si salva solo l'amore platonico, ma con le poesie bisogna stare attenti (specie i giovani) a non cadere nella rete di presunti editori che ti fanno diventar poeta a pagamento. In tal modo fa un certo signor Pecora (figlio di Arsenio da Sant'Arsenio!) che ti pubblica (per qualche centinaio di euro) la poesia per il verso giusto ed io con deferenza gli ho dedicato la poesia doc:

 

Sulle ali della scrittura

vola la cultura,

ormai siam tutti scrittori,

da poeti ad autori

e a pagare il fio

restano i poveri lettori.

Basta solo il pedaggio

di una misera moneta

per menar vanto

di esser anche tu

collega del conte Giacomo

o di Francesco Petrarca

e, seppur non esci in tv,

il poeta contemporaneo

sei proprio tu.

 

Di editori in critici letterari ritorno a Edelweiss/Servizi Editoriali (la lingua batte dove il dente duole) e alla sua critica sulle mie poesie a cantilena (davvero non se ne scende), rimarcando che prima la poesia era proprio l'arte di rimare ed anche il Sommo Poeta aveva “ l'arte del dire parole per rima” (Vita Nuova, capitolo III, 9).

A Dante, rime a parte, mi accomuna comunque la dolcezza femminile e se il gran Maestro in gioventù prese una bella cotta (inebriante follia/poesia dell'anima in poesia/follia sognando ad occhi aperti) per Beatrice...

 

mostrasi sì piacente a chi la mira,

che dà per gli occhi una dolcezza al core,

che 'ntender no la può chi no la prova

 

dal canto mio in vecchiaia ho preso la classica botta in testa (o colpo apoplettico) per la Musa...

 

è un insulto corticale

da accidente vascolare

per fortuna transitorio

perché può fatale.

Nasce da scarica adrenergica

per lo stress emotivo

che scatena l’ ossidativo,

fattore protrombotico

della placca ateromasica,

gradiente arteriosclerotico

e segnale evidente

di vetustà incombente

 

Per mia gran fortuna mi sono ripreso ed ora, agli albori della vita (l'era spirituale non sarà un'altra mia follia), vivo l'altra mia pazzia di migliorare il mondo con l'educazione morale, partendo da quella sessuale che, seppur non rappresenta più un tabù, è da inquadrare, questa sì, nei versi giusti...

 

il sesso è bello

quando la morale vuole,

la coscienza non duole

e la legge vola.

Soltanto questo

è ciò che vale

per un mondo migliore.

Lo realizzeranno

i nostri giovani

con il fanatismo

del solo amore

 

contro il bigottismo della chiesa (per fortuna è arrivato Papa Francesco) con le problematiche del divorzio (rimedio estremo per non cadere in mali estremi), dell'aborto (estremo rimedio sperando nella misericordia divina) e degli omosessuali (unione sentimentale da legalizzare).

E' ben evidente che non siamo tutti santi e se anche la chiesa ci chiude la porta in faccia, davvero non c'è più religione, quando dobbiamo impegnarci, invece, ad accomunare l'umanità almeno sulla religione dell'amore (la guerra e la condanna per fede religiosa sono vere follie), dal momento che il Padreterno è lo stesso per tutti.

E in tema di educazione morale va insegnato che il sesso non è poi così banale e neppure uno squallido sfogo carnale, se veicola l'amore (e trasmette la vita) per un triplice passaggio cellulare e di stato. Si parte, infatti, dalla cellula nervosa (luce dell'amore/stato aeriforme) per passare alla cellula spermatica (fluido d'amore/stato liquido) ed arrivare, infine, alla cellula uovo, nel cui contesto, frutto concepito, si materializza l'amore (stato solido). Sarà poi la sublimazione (passaggio dallo stato solido a quello aeriforme) della materia (passaggio dalla cellula neuronale a quella spirituale) a regalarci l'anima...

 

l’ amore fisico,

nella sua vera funzione,

trasmette la vita

e ci tramanda la razza,

speriamo in modo migliore

perché, di questo passo,

si rischia la fossa.

E' un gran rapporto fisico

di rara bellezza

miscelante spirito e materia,

sentimenti dell’ anima

ed emozioni del corpo

con tutti i sensi a pieni giri,

e viene così veicolato l’ amore,

essenza dell’ anima

e splendida energia vitale,

per triplice passaggio cellulare

 

In virtù di tanto concepire il pensiero (con coscienza), maturare le idee (con amore) e realizzare gli ideali (i figli) è la finalità della vita (sessualità e riproduzione), che non è affatto la risultante di una squallida reazione chimica (umori, ormoni e recettori) ma presuppone gli elementi primi (pensiero, amore e coscienza) della cellula spirituale a presidio di quella neuronale.

 

 

 

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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L'autore
Francesco Andrea Maiello

Sono un medico di famiglia, scrittore di morale che considera l’anima una triplice coscienza: vigile, consapevole e morale. Più chiaramente l’anima è certezza di esistere (cogito ergo sum – CARTESIO), consapevolezza di amare (amo e sempre sarò – Maiello da PLATONE) ed eleganza di vivere con la coscienza morale (gnothi

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