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Sociale e Cronaca 29 gennaio 2015 · lettura 8 min · 1187 letture

La redenzione di Berlusconi dal profano (bunga e squillo) al sacro (Nazareno)

Francesco Andrea Maiello 234 racconti pubblicati
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Dopo le mazzate (Mattarellum) e le porcate (Porcellum) della legge elettorale che ci ha portato a politici di scarsa valenza culturale e morale al punto da subire anche l'invasione barbarica del Senatur e di suo figlio, il figliol trota...

 

o Renzo,

rampollo nascente dalle acque piovane,

per elevarti al cielo da cima padana

impara l'italiano e “ ‘ o sole mio” ti libererà

dalla nebbia mentale e farà emergere,

dalla palude culturale, un novello Renzo

 

ben venga pure l'Italicum del nazareno, seppur tra urla e schiamazzi, visto che proprio il Nazareno dall'alto ha redento il sempreverde Silvio dal bunga e dalle squillo di quando era Presidente del Consiglio.

Il patto del nazareno, in tempi di difficile sopravvivenza per gran parte degli italiani, non è un inciucio ma è l'unico modo per liberarci dell'assillante ritornello quotidiano...

 

nel quotidiano fragore

del politico fervore

s'ode a destra una squillo...

vota Silvio,

a sinistra rimbomba uno strillo...

vota Grillo

e in piena palude padana

c'è Salvini che è brillo

 

E' stato un prode novantenne (il napoletano Napolitano) a mantenere a galla questa sgangherata barchetta Italia (altro che Schettino!), dove il meglio della politica è rappresentato da Vendola, l'alfiere del matrimonio gay, da Salvini, il guardiano della Padania e da Grillo, il portavoce dei vaffanculo!

 

E dopo un Berlusconi laccato,

un Bossi placcato,

un Veltroni bocciato,

un Prodi trombato

e un Bertinotti folgorato,

adesso c'è il bel Renzi,

che affascina pure

l'angelica Merkel

e agli italiani in panne,

in veste di benefattore,

rimpingua la busta

e delizia la vista

con le sue corroboranti ministre...

la Boschi te la gusti,

la Moretti te la bevi

e la Bindi te la scordi.

 

Ma tra franchi tiratori, tra dissidenti (Civati e Fitto) e perdenti (Bersani) la scalata al Colle...

 

“ahi quanto a dir qual era è cosa dura

esta selva selvaggia e aspra e forte

che nel pensier” mi riporta in Parlamento...

 

“noi siam venuti al loco ov'i' t'ho detto

che tu vedrai le genti dolorose

c'hanno perduto il ben de l'intelletto”.

 

 

 

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L'autore
Francesco Andrea Maiello

Sono un medico di famiglia, scrittore di morale che considera l’anima una triplice coscienza: vigile, consapevole e morale. Più chiaramente l’anima è certezza di esistere (cogito ergo sum – CARTESIO), consapevolezza di amare (amo e sempre sarò – Maiello da PLATONE) ed eleganza di vivere con la coscienza morale (gnothi

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Piacevolissima lettura. Complimenti! (Silvana Poccioni)

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