Favola per una notte ...il folletto
scende la sera il piccolo folletto sorrise all'unica che sapeva leggere nel suo cuore ....si sentiva fragile nell'oscurità che scendeva ma sul suo volto si accendeva una luce lei era lì lo
guardava con sguardo languido con l'occhio spento lei la regina del cielo la sua amica di sempre......si nascondeva poi all'improvviso illuminava il bosco tra le fronde scure vestite d'argento lei era lì come ogni notte lo aspettava per donargli il bacio della buona notte poi un giorno ...le tenebre avevano ormai abbracciato il mondo il sonno così lieve si riscosse.....un rumore lontano ......un rumore strano quasi un pianto.....il folletto sentiva nel cuore un battito furioso....non sapeva spiegarsi il motivo....affogando nel buio della notte pregando la sua amica in cielo s'incamminò verso la voce... l'istinto lo metteva in guardia ma il battito del suo cuore era il suono di un violino una nota lunga mollemente lo avvolgeva....aveva paura ......il suono era più vicino erano parole erano singhiozzi erano un pianto....gli occhi cercavano di bucare il buio fitto sentiva sotto i piedi il prato molle.....avrebbe voluto le stelle la luna per un pò di luce.....rami graffiavano il suo viso ormai era vicino sentiva il respiro rispondere al suo.......allungò una mano il silenzio cadde improvviso sentì una fitta al cuore un dolore improvviso ......lo scatto lo prese alla sprovvista denti di acciaio morsero la carne......l'urlo gli uscì dalla gola e la luna che dormiva si ridestò dal sonno spostò le nuvole dal cielo e illuminò la scena.........accucciato come un bambino un altro folletto era prigioniero di morse d'acciaio.......
la luna chiamò le stelle le stelle chiamarono i fulmini i fulmini come saette accorsero e nel cielo esplose la luce ......dardi infuocati recisero l'acciaio spaccarono il tormento e i due folletti si presero per mano gocce di pioggia leggera lavarono loro il viso guarirono le ferite e accesero la luce che li avrebbe accompagnati lungo il ritorno.......la luna continuò ad essergli amica e tutte le notti costi quel che costi gli mandava un bacio
il certo di me non potrà mai essere rimango nell'incerto * 1° aprile 1958 * you don't know me
La bacheca del racconto
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Bel racconto. Alla prossima. Un caro saluto. (Pagu)
Commenti (2)
Un racconto molto tenero, scritto con sensibilità e passione. Formidabile la scena con la luna... sembra quasi di vederla. Complimenti, è stato bello leggere questa storia.
Una incantevole favola, bella e nella sua brevità coinvolgente, è stato un piacere leggere.


