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Fantasy 14 febbraio 2015 · lettura 3 min · 1105 letture

Soffio di vento

Rosita Bottigliero 51 racconti pubblicati
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Arrivava sempre dopo un temporale, qualora il silenzio   ne usufruiva   i frutti... continuava a sonnecchiare   dietro le sue palpebre   d'indifferenza acuta, come se un dio gli avesse dato ragione del suo pallore.


Era d'inverno, l'albero che prima era stato spoglio dei suoi rami più belli, arrivava al cielo dietro partenze di nuvole che ne lambivano   i tramonti.

Passata la pioggia, scrosciante   e senza dimora alcuna, si alzò   il vento dei ricordi.

Fluttuavano   di pensieri   quei carnosi   detti di un tempo che la nonna -qualora l'avessi conosciuta- mi avrebbe detto: adesso smuove tutto il suo graffiante sibilo di vita.

Mi allontanai   pensando al dopo che da lì a poco sarebbe accaduto. 

Pochi passi e si alzò   il vento, furioso nella sua dimostranza   di  "saggio" che ne scrutava   i filamenti   anche se sottili in uno scenario poco consono a quello che il tempo può offrire.

Ne restai   senza fiato, quel vento aveva chiesto   e fatto da tramite al nuovo anno   di ricordi. 

Passati ad asciugare i panni resi bagnati e umidi dalle piogge...

Ed era così. ...forte a sibilare   tempesta che quando se ne stava zitto zitto, nessuno si accorgeva che aveva smesso.

Portava sempre con sé   capelli   lunghi,   scarpe rotte, e mani in tasca, come a chiamare   il suo riflesso   al nome scritto nel silenzio. 

Quel che accadeva, poi, nessuno lo sapeva, il sole   tornava con i suoi raggi come a masticare le parole   proferite, e senza aver causato, questo pensava il   vento, danni, riusciva pure a dire cose che non erano vere.

Ma la verità   scuoteva nella sera, il ramo di quell'albero piangeva; gli avevano   spezzato le sue ali e nel sognare, adesso, non sapeva dove reclinare i sogni.


Il buio oscurava   ogni cosa, la vita si scuoteva nel   suo andare, e il vento, vinto dalla forza e dal rigore....lasciava, spesso, e sempre i suoi occhi appesi al duro sentire di un sorriso perso.

Guardare mi sembrava assurdo e strano, un abbraccio   lo ritraeva   stanco, la musica del suono al tempo tardo mi   ricordava che del punto aperto a croce c'era   sempre la solita   minestra.

  Un abbraccio ed è   tempesta!

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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«Pura fantasia...»

L'autore
Rosita Bottigliero

Insegnante, curiosa delle cose impossibili. Tutto ciò che faccio lo dedico con il cuore, non sono superficiale. Odio l'apparenza e le false amicizie. meglio non dare che dare poco.... Rosita

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