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Sociale e Cronaca 26 aprile 2015 · lettura 5 min · 1406 letture

Le Nostre Scusa al Papa

carla composto 20 racconti pubblicati
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Carissimi,

desidero in qualche modo parteciparVi il mio pensiero sul ripensamento di alcuni alla partecipazione del nostro Pontefice presso l ‘ Università di Roma” La Sapienza”.

 

Io credo che il problema più grande non sia quello, legato alla religione, anche se come credente mi  sento personalmente toccata nell’ intimo e come essere umano pensante, profondamente amareggiata.

 

Il potersi confrontare con ogni credo, in qualsiasi argomento, poter disquisire in modi diversi, non fa che allargare la nostra conoscenza e magari far si che si possa capire , rivedendo  alcune  posizioni  radicate in noi, magari non giuste.

 

Come si può rifiutare che il Papa, tralasciando cosa possa rappresentare per la comunità cristiana, possa esprimere  liberamente il Suo  pensiero.

 

Sono e  siamo dispiaciuti per ciò che è accaduto.

Considerando poi che era stato invitato a presiedere  all’ inaugurazione dell’ anno accademico dell’ Ateneo romano e che con grande disponibilità aveva accettato l’ invito, il rivedere e conseguentemente negare al Papa di poter esprimere il proprio pensiero, è un tornare indietro, un modo per   annullare anni di lotte che ci hanno portato o meglio che avrebbero( dopo  l’ accaduto)   dovuto portarci   a manifestare liberamente le nostre idee.

 

Negare l’ accesso al Santo Padre in un luogo come l’ Università “ La Sapienza” che di sapiente, ormai ha ben poco, dato che dà libero accesso a tutti, insignendo con “ laurea ad honorem” una varietà di personaggi che   ben poco   hanno a che vedere con lo spirito della conoscenza umana.

 

Mi è piaciuto il pensiero del  celebre prof. Israel ordinario di matematiche  complementari a La Sapienza che è rimasto basito  e si è dissociato  dai  suoi 63 “ eminenti” colleghi, contrari alla    partecipazione del Santo Padre

 

Costoro che avevano fatto loro una celebre frase  di Voltaire: “ Mi batterò fino alla morte perché tu possa dire il contrario  di quello che penso”,    l’ hanno rinnegata, comportandosi in modo incivile, riportando con il loro ostruzionismo, l'Ateneo Romano ad un ritorno verso un passato    oscurantismo , rendendone “ ex”  l’ aggettivo prestigioso.

 

La mia opinione   non vuole essere vertente a giudicare. Ma i fatti parlano da soli. Qualche tempo fa c’è stato un concorso per magistrati.   Da ciò che ho letto è stato annullato poiché i partecipanti avevano commesso negli scritti dei veri orrori (non errori), non sapendo portare a termine semplici locuzioni. Aggiungo a quanto detto che, costoro sicuramente erano in possesso di lauree, nelle quali la lingua italiana aveva un posto preponderante nella loro preparazione! Mi chiedo queste lauree come le hanno conseguite?

 

Quali sono stati i professori che hanno giudicato idonee queste persone? Con quali insegnamenti e preparazioni hanno insignito di lauree studenti,  visto l’ accaduto sono alla stessa stregua di ragazzi che hanno solo una licenza media.

 

 

Molto probabilmente, mi viene da pensare, che siano se non gli stessi, quantomeno professori allo stesso livello dei “ fatidici 63” che non  hanno permesso ad un professore di teologia e quant’ altro come il S Padre, di poter dare i suoi lumi ed il suo pensiero a persone vuote, che non conoscono l’ umiltà e a quanto pare, riferendomi al suddetto  concorso, nemmeno nozioni elementari di italiano.

 

 

Questo è stato un vero e proprio atto di intolleranza, conclusosi con una  pessima figura da parte di questi illustri 63( così vanno chiamati) e di quella piccola minoranza di studenti che come asini li hanno seguiti.

 

Il Prof. Joseph Ratzinger, nonché il nostro Papa, con estrema umiltà (segno di grande intelligenza) ha saputo tirarsi indietro.   Sicuramente   questi illustri professori presuntuosi ed arroganti, prima o poi capiranno di aver perso il confronto di un pensiero che unisce,   poiché espresso in libertà nel     rispetto e nell’ amore per   tutti! 

 

Ancora scuse a Benedetto XVI  il nostro Papa!

 

 

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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«Lorenzo accetto il suo pensiero, il fatto è che è stato impedito ad una persona non laica, di partecipare ad un dibattito ove era stato invitato ed in seguito non accettato Non mi sembra democratico, a nessuno dovrebbe essere vietato esprimere le proprie idee. Non ho giudicato ma commentato un dato di fatto, per il concorso è stato riportato sul giornale ed al TG, se ritrovo l’articolo glielo faccio avere… Professori ( molto vicini a me) di fisica, laureati alla Sapienza molto preparati, godono della mia stima, non volevo fare di tutta l’erba un fascio!!!»

L'autore
carla composto

Mi è sempre piaciuto scrivere, eredità che mi è stata lasciata da mio padre, per poter trasmettere i miei stati d’animo e sentimenti ... sin da bambina mi sono cimentata in quest’arte per me liberatoria e che non ha ostacoli ... tra realtà, fantasia, voli pindarici... Scrivo poesie, acrostici, haiku, racconti su

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Commenti (2)

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Lorenzo Palmieri29 aprile 2015

Gentile Carla, francamente non riesco a capire quale dovrebbe essere il ruolo del papa in un'università laica, quanto al suo pensiero mi sembra che abbia modo di esprimerlo ogni domenica nelle sedi appropriate. <br/> Non posso fare a meno di notare che nel suo 'racconto' afferma di non voler giudicare nessuno, salvo poi definire vuote le persone che non accettano di buon grado di ascoltare le perle del Santo padre; inoltre si riferisce a non so quale concorso per gettare fango sulla preparazione degli studenti italiani o, se preferisce, "sapientini". Dalla mia personale esperienza le posso dire che i casi da lei citati sono una minoranza e che, nella suddetta università, alcune facoltà (come fisica) sono considerate tra le migliori in europa.

non conosco i fatti, ma condivido pienamente il movente che ha indotto l'autrice a commentare questo fatto di cronaca col precipuo intento di condividere l'amarezza arrecata al nostro Santo Padre, uomo di infinita saggezza e cultura teologica, di profondità di pensiero ovviamente anche laico, mascherate e nascoste da un sorriso dolce ed umile. ci sarebbe davvero tanto da apprendere. Soprattutto che non è lecito adottare un comportamento irrispettoso verso nessuno, tanto meno nei confronti di chi meno lo merita; ma, si sa, il merito dell'azione, nel bene e nel male, va all'attore che in questo caso ci fa proprio una magra figura!