Ipocrisia
Maria, è quella che si dice un tipo, si dice così quando una donna non è bella ma nemmeno brutta, una via di mezzo.
I capelli color castano chiaro, gli occhi verdi ma cangianti, che nemmeno si notano, una figura esile, ma ben proporzionata e soprattutto un dolce sorriso.
Lui, Angelo, un bell'uomo, sicuro di sé, pieno d’ impegni, come si dice… socialmente attivo, inserito nell'ambito politico ed in quello culturale.
Lei sempre timida, timorosa di sbagliare ed ecco, un comune, anzi, quasi banalissimo dialogo fra i due.
Angelo: ” Mi hai stirato la camicia? Lo sai che ho una riunione fuori città!”
Maria: ” Scusa, te la stiro subito!”
Lui: ” Eh già, sempre con la testa fra le nuvole, chissà cosa pensi, ma quando scenderai sulla terra?”
Lei con lo sguardo abbassato: ” Ma come fai a dire sempre le stesse cose? Io sono qui, e dovresti capirlo: stiro, lavo, cucino, sempre presente con i figli, la scuola, le riunioni per il catechismo, il dottore, la farmacia, ecc., e tu? Invece di lamentarti, ti sei mai chiesto cosa voglio?”
Replicando Angelo: ” Ma di cosa ti lamenti? Non ti faccio mancare nulla, hai una bella casa, due figli, un marito che è un gran lavoratore e poi… hai il coraggio di lamentarti così?” Maria: ” Io voglio solo, che tu fossi più presente, nella vita quotidiana, presente nella vita dei tuoi figli, avere più dialogo con me, essere meno egoista.”
Lui: ” Ecco la solita storia, cosa mi vuoi rinfacciare? Io lavoro per non farvi mancare nulla, dovresti ringraziarmi, per avere un marito così!”
Lei con gli occhi umidi rispose: ” Perché mi urli così? Solo perché vorrei maggiori attenzioni?”
Angelo rispose: ” Beh, lasciamo perdere, ho fretta e devo andare. Allora è tutto pronto? O con la tua testa, pensi chissà a chi o a che cosa?”
Maria rassegnata, di fronte alla prepotenza di lui rispose: ” Perché quando ti faccio una domanda mi aggredisci?”
E lui: ” Mi hai stancato, ti chiamo quando arrivo a destinazione.”
Un momento sospeso… nell'aria, ed il trillo improvviso, di un messaggio proveniente dalla segreteria: ” Signore mi scusi, devo confermarle il volo per due persone, all'isola di Tahiti? Va bene la prenotazione per una settimana, compreso l’ hotel ed i servizi?”
Bastarono solo gli sguardi, tra Angelo e Maria per dirsi tutto.
Angelo abbassò gli occhi e si rese conto del suo essere piccolo, piccolo, e non ebbe nemmeno la forza ed il coraggio di dirle: ” TI SBAGLI!”
La bacheca del racconto
Le sensazioni lasciate dai lettori.
bello annina S (carla composto)
Bel racconto davvero.. (Annamaria Gennaioli)
Commenti (3)
Non posso che dirti, Anna, che la conclusione è eclatante. Quotidianità!
l'ipocrisia una brutta bestia... questo bel racconto dice tutto... complimenti
Poi... la chiamano famiglia normale, peccato, l'ipocrisia senza limiti di una brutta realtà...


