63 lettori online · 359.810 poesie · 7.971 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Racconti Fantascienza
📚 Parte di una raccolta
Parte 6 della raccolta «Vola la fantasia » di Mirella Santoniccolo Mairim14 (6 racconti)
Fantascienza 3 gennaio 2011 · lettura 6 min · 3156 letture

I sopravvissuti di un pianeta morto

Mirella Santoniccolo Mairim14 64 racconti pubblicati
+ Segui
Tristemente buia e devastata si presentava la terra, ormai trasformata in un pianeta senza vita. Montagne di macerie ammassate ovunque e tra quelle rovine si intravedevano segni di vissuto. Fotografie di persone sorridenti, bambole mozzate, pezzi di mobilia e tanti altri oggetti erano quel che rimaneva di storie familiari finite in polvere.
La distruzione, sopraggiunta per mano degli stessi umani, era stata quasi totale. Non c’era più cibo, il sole non riscaldava più come un tempo e l’acqua stava per esaurirsi. Quelle maledette bombe atomiche avevano distrutto ogni cosa sulla terra e ai sopravvissuti rimanevano poche speranze di salvarsi da una fine certa.
Si erano formati gruppi di guerriglia che ammazzavano per un tozzo di pane ammuffito, per una coperta o solo per il gusto di farlo. Si doveva stare allerta, sempre pronti a difendersi dagli attacchi che arrivavano da ogni parte. Il cannibalismo era diventato l’unica via di salvezza per non morire di fame. In tutto quel caos si aggiravano i disperati in cerca di qualcosa da mettere sotto i denti, qualsiasi cosa che fosse commestibile e di un rifugio sicuro dove sostare per riprendere le forze e proseguire verso una meta forse solo sognata, ma che era l’unica prospettiva per resistere ancora e andare avanti.
Tommy aveva perso sua moglie, suo figlio, tutta la sua famiglia era stata sterminata in un momento, senza preavviso, "puff", spazzata via senza avere la possibilità di fare nulla per salvarla. Il destino aveva giocato un brutto colpo salvando solo lui ed ora era costretto a vivere come un cane randagio per sopravvivere in quel mondo che di umano non aveva più niente.
Nel lungo cammino intrapreso aveva dovuto affrontare mille pericoli e quel che aveva visto era stato terribile da sopportare, uomini che uccidevano altri uomini, che si mangiavano tra loro, dove era finito il senso dell’umanità, come si era potuto arrivare a tanto?
Era stato costretto ad uccidere per primo per non dover essere ucciso, affrontando i suoi stessi simili che volevano ammazzarlo come un animale per divorarlo e rubargli vestiti e quel poco che aveva.
Aveva sopportato la solitudine rimanendo in compagnia dei soli ricordi belli che gli rimanevano del suo passato felice ed erano stati proprio quei ricordi a farlo andare avanti affrontando qualsiasi cosa pur di conservarli a lungo.
Conduceva una vita stupenda prima che i potenti della terra si sentissero i padroni assoluti e decidessero di distruggerla. Amava sua moglie che lo aveva reso padre di un bel bambino pieno di energia, voleva insegnargli principalmente ad apprezzare le cose semplici e ad amare e rispettare la natura così perfetta e magica, ma non aveva fatto in tempo. Non era rimasto niente di tutto ciò, eppure sentiva che doveva credere nel futuro, alla rinascita di un mondo che poteva risorgere per merito di quei pochi che ancora riuscivano a sperare e ad amare.
Mentre girava tra le rovine in cerca di qualche oggetto utile e magari nella speranza di trovare qualcosa di commestibile, sentì un rumore provenire dietro di lui. Si girò di scatto pronto a colpire senza esitazione quando si trovò davanti una donna tremante e in lacrime. “Calmati non ti farò del male” disse Tommy per cercare di tranquillizzarla “Sono rimasta sola, il mio bambino è morto tra le mie braccia e non ho potuto fare niente per salvarlo” rispose piangendo la sconosciuta ormai in preda alla disperazione. “Anche io ho perso la mia famiglia senza poter far nulla. Non è colpa tua, come ti chiami” si rivolse dolcemente verso lei tendendole la mano in segno di conforto. “Margaret è il mio nome, vorrei essere morta con lui” disse con lo sguardo perso nel vuoto. “Non dire così, noi siamo vivi e dobbiamo cercare di restarci, siamo l’unica speranza per continuare la vita su questo pianeta” rispose Tommy con voce convinta e determinata. “Uniamoci e proseguiamo il  cammino insieme perché solo la forza della fratellanza può sconfiggere il male” e con voce calda e persuasiva prese la mano di Margaret e si avviarono verso una luce che rifletteva  all’orizzonte e faceva ben sperare in un futuro migliore.
 
💬 0
🌐 Pubblicato con licenza Creative Commons: puoi condividerlo e ripubblicarlo citando l’autore e la fonte, senza modifiche e senza scopo commerciale.
I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
‹ Racconto precedente
Piangendo la fine
Racconto successivo ›
O' Vicolo
‹ Precedente di Mirella Santoniccolo Mairim14: Eccitante esperienza
Successivo di Mirella Santoniccolo Mairim14: Auschwitz per non dimenticare
L'autore
Mirella Santoniccolo Mairim14

Ho iniziato a scrivere un po’ di anni fa, quando le emozioni soffocate dentro scalpitavano per uscire e come una farfalla colorata ho scoperto di saper volare. Credo che alcune cose non avvengono per caso, se accadono è perché siamo noi stessi a ricercarle, così è stato per me con la poesia. Il modo più semplice per es

Tutti i racconti →

La bacheca del racconto

Le sensazioni lasciate dai lettori.


Morte e palingenesi..Bello..ciao! (Daniela Ferraro)

La chiusa di speranza per un racconto d'apocalisse (Vivì)

Brava Mirella. Bella fantasia. (Vivì)

Commenti (0)

Accedi per lasciare un commento.Accedi

Ancora nessun commento su questo racconto. Se ti va, scrivi il primo!