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Sociale e Cronaca 9 aprile 2016 · lettura 2 min · 1464 letture

La scuola

daniela dessì 16 racconti pubblicati
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La scuola non è più quella di un tempo, i ragazzi non comprendono quale utilità possa avere nell'ottica del proprio avvenire e della formazione personale, intesa anche come processo educativo che mira al loro inserimento nella società. Vedo poca serietà, dal momento che essa non riveste più un ruolo di primo piano nella scala dei valori, anzi ormai deprezzata da chi al potere potrebbe fare molto per restituirle la sua veste onorabile, diventa mero scarto alla merce' dei continui giochi politici, rovinata dai destabilizzanti provvedimenti ministeriali che l'anno completamente affossata. Dunque, anche l'impegno di un insegnante e di chi lotta per riportare un po' di ordine sembra vanificato di fronte ad atteggiamenti pusillanimi di chi al governo ci comanda senza possedere adeguata competenza, riscuote ampio consenso.

Ho assegnato un compito ai ragazzi, per riflettere appunto su questo problema, chiedendo di riportare le proprie considerazioni sull'importanza dello studio in vista di un futuro migliore. La scuola è vita, la scuola è crescita per i ragazzi che rischiano di disperdere le risorse di cui dispongono, lasciandosi fuorviare dalle futili illusioni che distolgono dalla conoscenza, intesa come bene assoluto a cui tutti possano accedere senza alcuna discriminazione.

 

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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«Dovremmo riflettere consapevolmente sui problemi che causano la dispersione scolastica e consolidare iniziative che mirino a riportare la scuola pubblica al centro delle prerogative di governo, lo stato ha il compito di valorizzarla nel contesto in cui viviamo, di cui il tessuto culturale è base costitutiva.»

L'autore
daniela dessì

Amo la poesia, la profondità del sentimento che ispira, quel tocco magico che vivifica ogni cosa, imprime la vita all’inanimato, nobilita l’effimero inconsistente che si confonde col nulla. Forse si nasce poeta o forse no, pochi lo sono veramente col cuore, hanno la capacità di leggersi dentro e guardare al mondo

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Le sensazioni lasciate dai lettori.


per non parlare del numero di alunni per classe... (Triste)

La buona scuola...belle parole (Triste)

Commenti (1)

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A
Antonio Terracciano9 aprile 2016

Penso che le colpe non siano soltanto dei governi: è vero, dovrebbero investire di più nella scuola, ma essa ha tanti nemici mascherati da amici! Rispetto a 50 anni fa, ad esempio, ora ha il computer che, se utilizzato male (come spesso accade) dà solo l'illusione della conoscenza ai ragazzi, spesso (com'è naturale) sprovveduti e / o mal guidati; e, sempre rispetto a 50 anni fa, ora la scuola ha un'amica / nemica anche nella famiglia, soprattutto nelle mammine che spesso godono nel fare da vice - professoresse (quelle di una volta non potevano permetterselo, avendo studiato di solito molto poco!) , mandando in realtà in tilt le fragili menti dei loro adorati figlioli.