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Biografie e Diari 27 aprile 2016 · lettura 4 min · 1177 letture

Fantasie biografiche (1a parte)

Francesco Andrea Maiello 234 racconti pubblicati
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Nacqui a cavallo della vergine (il 23 settembre) da un Angelo (all'anagrafe) chiamato Raffaele (si firmava Angelo Raffaele), venditore di maglie di gran qualità (marchio Domenico Servodio) in via Duomo a Napoli, adiacenze piazza Nicola Amore, di fronte a Serpone, negozio di arredi sacri!

Fui primogenito prediletto a casa e primo della classe a scuola, sbugiardato, però, prima dalle mie sorelle (spietate femministe) in famiglia e poi dai professori agli esami, tanto da esser promosso per il rotto della cuffia con la media del 6 alla maturità classica dopo aspra polemica con il professore di storia e filosofia, indi laurearmi in medicina con un misero 107, questa volta dopo polemica urlata con il Preside della facoltà.

La vita coniugale, di poi, addirittura mi bocciò e da questo clamoroso fallimento mi diedi alle scritture morali per riabilitarmi almeno agli occhi dei miei figli, mai rinunciando però ai giochi (carte, schedine, bollette e casinò da esperto sistemista al punto che adesso mi pubblicizzo sui social network come specialista di sistemi vincenti tra sacro (sistema spiritale) e profano (sistemi per calcioscommesse).

 

 

IL GIOCO FATALE

 

 

Quando i giochi vanno male

io ripiego sulla morale,

sarà pure per disegno fatale

ma per l'esito letale

divento ancor di più

un misero mortale.

Sono un giocatore nato

perdente sol per fato

ma ancor non mi raccapezzo

se gli occhi addosso

me li mettono quaggiù,

mi vengono di lassù

o sono del solito belzebù.

Con un poker di re servito

una donna d'incastro...

tutta nera di picche,

di certo per ripicca,

con una scala reale

mi mandò gambe all'aria.

Al tredici miliardario,

ci pensò, invece,

un uomo in giacca nera

e con un gol fuori orario

mi azzerò l'onorario.

Ripiegai sul totogol,

sui gol a grappoli

ma per disegno divino

il fatal destino

mi sfilò il bottino...

era l'unico otto

ma l'ineluttabile sorte

mi rifilò un fagotto

e mi fece il cappotto.

Adesso, di giochi in gioghi,

la roulette insolvente,

il black jack insolente

e la bolletta perdente

mi fanno uscir di mente

ma, per mia gran fortuna,

l'anima mi richiama

ed è la sua ispirata scrittura

che infin mi rianima.

 

 

 

IL VIZIO DI GIOCARE

 

 

La smania di rimare

e il vizio di giocare

è ciò che alfin mi resta

almeno per sognare.

La vita è prova dura

e spesso fa paura

specie se anima e mente

si mettono a litigare.

Con la spiritualità

cantai l'amor

in preda al dolor,

la razionalità, invece,

per sistemar le cose

senza più lavorar,

ricorse al gioco

e senza più risorse

mi fece naufragar.

A me tanto piaceva

viaggiare tra sole e mare

ma poi solo mi ritrovai

nel buio più profondo

e con il pensier assente

nel vuoto sprofondai.

Senza meta vagando,

infin, mi richiamò

la voce della coscienza

che mi riportò in vita

alla luce del vero amor.

Son tornati, adesso,

nuovamente i giochi,

non più esasperati e folli,

ma son pure poesie

per un pensier vigile

che attinge dall'anima,

di poi l'affronta,

spesso la contrasta,

non le concede tregua

e la mantiene sempre sveglia

senza mai darle pace.

A tanto provvederà,

son certo, la vita eterna,

basta solo conciliar

mente e coscienza

con giochi e poesie

nel canto dell'amore

per volare all'infinito

tra orizzonti di luce

e godere per sempre

la melodia del silenzio

e la sinfonia della pace.

 

 

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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L'autore
Francesco Andrea Maiello

Sono un medico di famiglia, scrittore di morale che considera l’anima una triplice coscienza: vigile, consapevole e morale. Più chiaramente l’anima è certezza di esistere (cogito ergo sum – CARTESIO), consapevolezza di amare (amo e sempre sarò – Maiello da PLATONE) ed eleganza di vivere con la coscienza morale (gnothi

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