Il dono della musica
Ero sempre molto attento quando la professoressa di musica ci faceva ascoltare i grandi compositori, così, mettevo da parte la mia irrequietezza e mi apprestavo, sulla soglia di quel mondo delicato, ad ammirare. Non potevo, non volevo tradirla, troppo elegante e fragile il suo essere. Me la ricordo mentre, nascosta dietro i suoi timidi occhiali tondi, ci guardava uno ad uno come se volesse inculcarci il suo stesso amore per la musica, cercava quasi di rapirci e di portarci sulla stessa lunghezza d'onda per farci vedere coi suoi occhi quella tale magia, quando cominciava ad oscillare le braccia per cadenzare il tempo, sembrava stesse danzando; ecco io la vedevo danzare, sospinta da una passione infinita e volava, volava come un gabbiano innamorato del mare oltre il cielo infinito, oltre le stelle fino a toccare l'immenso. Vibravano i nostri cuori senza sapere perchè, era un rincorrersi d'emozioni tra un adagio ed un allegro. I nostri occhi si chiudevano come per catturare almeno un poco di quella preziosa poesia. Forse sembrerà strano ma ricordandola, adesso che ascolto (spesso) la stessa musica, mi par di rivederla. Sono passati tanti anni, sono cresciuto certo ma penso che nel mio cuore sia custodito ancora un poco di quella magia, adesso riesco a scorgermi anch'io oltre gli argini per vedere quelle meraviglie. La Prof? no, lei non l'ho mai più incontrata. La vita spesso ci divide senza che ce ne accorgiamo, ma mi piace pensare che quando ascolto musica classica, lei, mi guardi dalla stessa lunghezza d'onda... e danzi insieme a me.
Mi diletto a scrivere da sempre , ma solo ultimamente mi é venuta la voglia di esternare le mie emozioni e condividerle .....con voi. Ringrazio la gentile redazione tutti gli autori del sito e tutte le persone che mi leggono!!
La bacheca del racconto
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Grazie per questo bel ricordo (Triste)
Commenti (1)
Cosa sarebbe la vita senza la musica? Mi sembra impossibile immaginarlo. E mi chiedo perché l'Arte dei Suoni non abbia nella scuola italiana la considerazione che le è dovuta. Il suo momento fugace è relativo alla scuola primaria e alla scuola secondaria di primo grado... ma poi? Proprio in quella delicata, dove l'adolescente, spesso alza barriere contro tutto e tutti... viene scartata! Bello questo ricordo legato ad una docente che ha saputo trasmettere la sua passione ai discenti... Il suo lavoro non avrà mai fine, lei vivrà sempre nei dolci ricordi di un ragazzino che ha saputo, trovando piacere, fermarsi ad ascoltare le magiche vibrazioni che più di tante parole vuote, sono capaci di mettere in contatto col mondo, con la Vita.

