40 lettori online · 355.923 poesie · 7.971 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Racconti Dramma
Dramma 11 ottobre 2017 · lettura 4 min · 1850 letture

Isabel e Beltran (I parte)

Ventola raffaele 2 racconti pubblicati
+ Segui

Come è strana la vita, penso, sorseggiando un caffè nello stesso posto dove essa è

cambiata per sempre, la cameriera carina ogni tanto mi accenna un mezzo sorriso,

chiedendomi se va tutto bene, con lo sguardo attento di chi ha appena iniziato il suo turno di lavoro.

Mi chiamo Beltran, e mi trovo nello stesso bar di Madrid dove dieci anni fa ero seduto con

il mio compagno Albert, nello stesso, identico, fottutissimo posto.

Dunque dicevo, eravamo venuti una mattina di inizio settembre per una colazione veloce,

prima di iniziare la nostra solita giornata di lavoro.

Ordinammo uova strapazzate e latte, lui prendeva quasi sempre una spremuta di arancia,

ma quel giorno non lo fece.

Mi alzai per andare alla toilette, e gli dissi "Aspettami amore, certe cose non si possono rimandare".

Lui alzò la mano e con voce bassa rispose: "Vai pure, tanto mi troverai qui".

"MI TROVERAI QUI", queste parole mi perseguiteranno per il resto della mia vita.

Mi avviai verso la toilettes, passando accanto ad un tavolo dove erano intenti a mangiare una

famiglia di quattro persone, il piccolo, in braccio alla mamma, consumava voracemente

il suo gelato, penso cioccolato, visto le macchie che ricoprivano il viso; il papà un uomo

stempiato di mezza età, sorseggiava un caffè dando ogni tanto uno sguardo al giornale

poggiato sulle gambe, roteando la testa con scatti veloci; la ragazzina invece, mi guardò

con i suoi occhi azzurri bellissimi, staccandosi dal bicchiere di latte che teneva stretto tra le

mani e per un attimo parve sussurrarmi qualcosa.

Entrai in bagno con fare solito, accingendomi verso la tazza, mi chiusi dentro e proprio nel

momento in cui girai la chiave sentii un boato, l’ onda d’ urto mi scaraventò all’ indietro

schiacciandomi al muro mentre i vetri andavano in frantumi.

Non riuscivo a pensare, le orecchie mi fischiavano, cosa era successo, mi chiedevo.

 

Il silenzio assordante mi fece rabbrividire, poi lentamente tornai in me, realizzai che era

successo qualcosa di grave, di mostruoso.

Tornai verso la sala del bar e quello che vidi confermò le mie paure.

Una bomba, si, un attentato aveva devastato quel luogo, mi sembrava la scena di un film,

stentavo a credere che quella fosse la realtà, guardai fisso il posto dove ero seduto pochi

attimi prima, il tavolo, le sedie, tutto era un ammasso di detriti!

Qualche metro più in là il corpo senza vita del mio compagno Albert, mi avvicinai lentamente come in            trance, lo abbracciai e scoppiai in un pianto disperato.

E gli altri? mi chiesi, il mio pensiero all’ improvviso andò a quella famiglia che era lì vicino,

mi voltai e con uno scatto fulmineo mi precipitai verso di loro facendomi largo tra le macerie deformi di          ogni genere, il fumo denso cominciava a bruciare in gola.

Trovai quei corpi quasi irriconoscibili, sul bambino si intravedevano ancora le macchie di

cioccolato, piansi di nuovo... poi ripresi,

asciugandomi gli occhi con le mani sporche del sangue di Albert, una tragedia si

era consumata sotto i miei occhi, non riuscivo a capire il motivo di una tale crudeltà.

Improvvisamente però, scorsi qualcosa che si muoveva dietro i detriti, mi affrettai a

spostare quei corpi senza vita e vidi la ragazzina, riconobbi i suoi occhi, quello sguardo dolce

che mi supplicava di aiutarla.

Perdeva molto sangue, la presi in braccio con delicatezza e la portai lontano da quell’ inferno,

fuori in strada, tra le grida della gente ferita e le sirene delle ambulanze che arrivavano,

i paramedici ci videro e ci portarono via…

 

💬 0
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
‹ Racconto precedente
Stagioni fantasia e un po’ di verità
Racconto successivo ›
Eroe senza costume I parte
‹ Precedente di Ventola raffaele: Il dono della musica
L'autore
Ventola raffaele

Mi diletto a scrivere da sempre , ma solo ultimamente mi é venuta la voglia di esternare le mie emozioni e condividerle .....con voi. Ringrazio la gentile redazione tutti gli autori del sito e tutte le persone che mi leggono!!

Tutti i racconti →

Commenti (0)

Accedi per lasciare un commento.Accedi

Ancora nessun commento su questo racconto. Se ti va, scrivi il primo!