La sguardo riflesso
Non ho paura dei fantasmi, basta guardarmi allo specchio per vedere il sorriso di mia madre.
Le labbra delineate perfettamente s’incurvano come il sorriso di mia nonna e le mani, quelle mani che hanno carezzato il mio bisnonno e fanno parte della mia vita.
Come aver paura di queste cose, di coloro che plasmarono la mia carne, lasciando che le loro vestigia sopravvivessero a lungo nella memoria.
Ancora meno ho paura dei miei pensieri, sfiorano i fantasmi della mente e ogni volta la notte quando i sogni fanno parte dei giochi del sonno, escono e corrono all’impazzata nei meandri del chiaroscuro per poi rientrare e dissolversi con l’aurora.
Non sono questi fantasmi a far paura a gelare il sangue ma l’eco dei passi di chi non vuole ricordare, chi scaccia per sempre il vissuto per proiettarsi in futuro dove il buio sovrasta le immagini e un sole nero offusca la parte buona che è dentro di ognuno di noi.
Lo specchio riflette e guardandolo parla, si vedono il passato e il futuro, quello che siamo stati che siamo e saremo, una semplice essenza di similitudini e camminare con questi fantasmi è come prendere un libro nello scaffale e leggere la storia di qualcuno.
La bacheca del racconto
Le sensazioni lasciate dai lettori.
I fantasmi siamo noi! (Antonio Terracciano)
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