57 lettori online · 355.927 poesie · 7.971 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Racconti Biografie e Diari
Biografie e Diari 1 giugno 2017 · lettura 6 min · 1076 letture

Le notti in ospedale

Marina Lolli 8 racconti pubblicati
+ Segui

 

Le notti in ospedale si vivono in così   tante maniere, questo era  per me un  pensiero ricorrente mentre aspettavo buona, buona  il giorno del mio intervento.

In effetti la mia notte non era certo uguale a quella della mia vicina di letto, una povera donna di quasi ottant’ anni  malata di Alzheimer e di non so più quale malattia per la quale era stata portata in ospedale dalla figlia, una notte, la sua, fatta di continui tentativi di fuga verso la lontana masseria nella sua amata Puglia, dove  secondo lei la aspettava sua madre.

La mia notte non era sicuramente uguale a quella dell’ altra donna, quella del letto 22 che attendeva impaziente di sottoporsi ad un intervento che le avrebbe donato un seno perfetto, che lei già vedeva e accarezzava; piccole tette sode sul corpo di una sessant’ enne, che si era ricoverata senza dire niente a nessuno, neanche alla sua unica figlia che  ignara le telefonava, e alla quale  lei con un pò di timore rispondeva di trovarsi in vacanza con una sua carissima amica .

Molti altri vivevano notti agitate e insonni, un mare di menti piene di perché, un mare di corpi tormentati da ansie e dolori.

Tutto sotto lo sguardo vigile dei medici di turno e degli infermieri.   Notti fatte di stanchezza e insoddisfazione   per alcuni, altri invece pieni di rabbia per turni assurdi, per una carriera che non riesce a decollare, o per quello che li aspetta fuori.

La mia notte quindi, carica di pensieri non miei, di   paure e gemiti non miei, la mia notte vuota, vissuta in un eterno stato di incoscienza, come se niente di ciò che stava accadendo riguardasse realmente me, come se l’ ago cannula   non fosse conficcato nel mio braccio.  In fondo  ho sempre avuto la sensazione di vivere in una specie di stato ipnotico, o meglio in un continuo letargo che mi allontana da tutto, anche da me.

Solo  quando il silenzio aveva ormai avvolto l’ intero reparto e tutti dormivano o cercavano di farlo, sentii forte il bisogno di dare un ultimo sguardo al mio corpo ancora integro, così mi alzai  entrai in bagno e davanti allo specchio mi spogliai e inumai  mentalmente il seno che ben presto mi avrebbe lasciato, una cerimonia intima senza lacrime, quelle sarebbero venute dopo   appena tornata a letto.

La luce del mattino piano si faceva strada nella stanza, e il via vai nel corridoio ricominciava, medici, infermieri,   malati, terapie e termometri tutto come ogni giorno, tranne il   bicchiere pieno di tintura di iodio dall’ odore nauseante, che l’ infermiere di turno mi aveva lasciato sul comodino raccomandandosi di   lavarmi completamente con quello.

In piedi, nella vasca da bagno scrostata, ho iniziato a passare sulla mia pelle il disinfettante,    la mia pelle si tingeva di  giallo e questo    mi faceva sentire marchiata, segnata, proprio come quella  vecchia pubblicità   sull’ aids, ecco, dopo quel bagno colorato e maleodorante  tutti avrebbero saputo, tutti avrebbero visto e capito che ero una bambola rotta .

Per  fortuna il mio lato bambinesco non mi ha mai abbandonata, e quella mattina appena mi consegnarono il  camice verde col quale si saliva in sala operatoria, lo indossai e per rallegrare le mie compagne di stanza offrii loro una sfilata del tipo piccolo diavolo, “ modello Giuditta”,  due risate ci volevano, poi via verso quel sonno profondo e innaturale  che mi avrebbe messa per sempre davanti a una nuova vita.

 

💬 0
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
‹ Racconto precedente
Avventura in banca
Racconto successivo ›
La mia amica Solitudine
‹ Precedente di Marina Lolli: Tracce di irrealta
Successivo di Marina Lolli: Essere e divenire
L'autore
Marina Lolli

Sono nata a Roma il 3 /10/1961,sposata e madre di tre figli, ho un diploma di tecnico dei servizi sociali , e lavoro per i servizi sociali di roma occupandomi di adulti e bambini affetti da disabilita’ psicomotorie, di anziani affetti da alzheimer e non. Il mio lavoro mi porta a vivere il disagio e il dolore ,ma anch

Tutti i racconti →

La bacheca del racconto

Le sensazioni lasciate dai lettori.


Sentimenti, osservazioni, cuore, ironia. (Vera Bianchini)

Commenti (0)

Accedi per lasciare un commento.Accedi

Ancora nessun commento su questo racconto. Se ti va, scrivi il primo!