La lettera n 1
Per una questione etica e politica del pensiero socialista, riformista, deve esserci una idoneità a scandire i tempi. I tempi non della politica, ma del progettuale e quindi di una riappropriazione elaborativa e identificativa di quello che doveva essere e non è stato. La società contemporanea precipita in un baratro di accantonamento di quella che è la fruizione delle risorse e la causa è la manipolazione delle necessità, delle urgenze come presupposto di motivazioni, di diversità, di funzioni per una costruzione di gerarchie di valori artefatti che sono stati plasmati nei monopoli della comunicazione alimentati senza ombra di dubbio dalle disparità e subordinati alla ripartizione delle risorse e dei bisogni primari tesi a immobilizzare le coscienze decisionali e politiche, un virus contagioso in funzione della costruzione di una società robotizzata e mi sia consentito affermarlo, dominata. Occorre che si apra una riflessione nella società contemporanea con una metodologia detta assorbente ossia che ponga in primo piano i valori e non le negazioni questo per scandire i tempi di una riappropriazione elaborativa di una idealità di sostanza che interferisca le sfere dei poteri forti che si sono sviluppati in maniera sempre più esponenziale. Questo sarà possibile solo se un gruppo dirigente giovane, attento, altruista e dinamico si metterà nelle condizioni di ascoltare e poi riferire ogni singolarità. Se sarà in grado di concatenare ogni risorsa dando unione, non necessariamente unità, ma significato e finalità di merito. Se saprà essere sostenitore e non despota delle riflessioni esistenziali che giungono dai luoghi di lavoro, dalle scuole, dalle biblioteche. Solo se si sarà oppositori delle così dette verità mediatiche, se si saprà contenere la scienza dall’ assoggettare l’ indagine e la conoscenza all’ alterazione, al condizionamento, alla modificazione della condizione umana oltre ogni utilità, se si riuscirà a smantellare i viziosi circoli di una economia scritta sugli opuscoli e codificata per l’ accaparramento del sopruso, smerciato da benevolenza e condiscendenza. Quanta di questa ha segnato la politica degli ultimi decenni. E’ nella quotidianità che va ricercato un percorso smarrito, oltre le ideologie, oltre la sinistra, quindi nelle condotte solidaristiche, nel tutelare uomini, donne, giovani non solo sotto l’ aspetto delle necessità ma pure nel tutelarli dall’ offesa perché non hanno altro che la loro capacità da esprimere, da mettere alla prova.
Francesco Rossi nato a Sestri Levante il 24/01/1958 Pensionato. Terminata la scuola dell'obbligo nel 1974 assunto come operaio in una ditta, nel 1976 assunto in Fincantieri dove per 35 anni ho svolto la mia professione di operaio speciallizato. E' in quei anni che si completa la mia formazione culturale con l'impegno
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