Sera
Non è sera stasera!
Di sotto nel cortile, lungo il viale antistante il portone del mio tetro palazzo, ho incontrato due persone imbacuccate in procinto suppongo di uscire forse perché è sabato, andranno a mangiare una pizza, chissà almeno loro.
Ho provato a salutarle e come se nulla fosse mi hanno liquidato con uno storpiato mugugno alquanto strozzato ed impenitente; forse stizzito è la parola giusta, allora ho pensato che non è sera stasera!
Salgo le scale, ottantacinque gradini meno uno, sempre gli stessi, ogni volta mancano quindici più uno per fare cento, ogni volta gli stessi nomi ai campanelli, ogni volta la solita signora si affaccia dal suo uscio come fosse un direttore di sala, a controllare chi ha fatto ritardo a lavoro o che aspetta il tagliando della mutua. Io la saluto gentile, ma neanche lei mi degna di un sorriso e la vedo e la odio con quel suo masticare “ numeretti e letterine” della minestrina che invece di scenderle giù nello stomaco, gli rimangono appiccicati al palato. E lei sogghigna fiera di provare ancora forse una volta l’ ebbrezza del masticare. Ancora un po’ e sono sul pianerottolo del mio appartamento, estraggo le chiavi dalla tasca del mio giubbotto verde preferito, le trovo a fatica tra cellulare, gomme, piume e caramelle e alla fine solo alla fine chissà poi quale di fine, apro la porta. Saluto il cane, stasera neanche lui non mi fa le solite manfrine, quando mai ho avuto un cane, mia moglie non c’è, forse sarebbe stata l’ unica ad accorgersi di me, almeno lo spero, mah chi ci crede. La realtà non mi ha degnato di uno sguardo, provo ad immergermi in quella virtuale, hai visto mai che non vedendo il mio volto, ci fossero persone disponibili a scambiare un semplice saluto. Aspetto, aspetto, invio messaggi, niente neanche qui.
Stasera non è sera, quando faccio curioso per affacciarmi alla finestra per vedere se ci fosse il sole, tante volte mi domando se avessi sbagliato orario. No era sera almeno per i miei di sensi e non per quelli degli altri. Alla fine ho riscontrato di essere tristemente felice, perché stasera era la mia sera, avevo risolto finalmente che potevo essere me stesso, l’ inutile, l’ inutile uomo della sera.
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