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Fantasy 11 agosto 2018 · lettura 4 min · 932 letture

C’era una volta

Franca Merighi 78 racconti pubblicati
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C’ era una volta una bella principessa, che una strega cattiva aveva addormentato dandole una pozione magica... Potrebbe incominciare così il mio racconto, e ricamarci intorno tante parole, ma purtroppo, devo dire che questa principessa ero io, e che la strega cattiva era una malattia che si chiamava "Narcolessia", sindrome neurologica che si manifestava in momenti di piena coscienza, con un sonno completo, paragonabile a quello fisiologico.
 
Era una malattia subdola, pericolosa, che non mi procurava nessun dolore, ma che condizionava completamente la mia vita, perchè le crisi improvvise di sonno potevano venire in momenti critici, come per esempio in mezzo alla strada, o facendo qualcosa che richiedeva molta attenzione, una malattia che mi limitava in tutti i sensi, perchè la paura che mi succedesse qualcosa mi faceva rinunciare a fare quello che mi piaceva. Una di queste cose era nuotare, adoravo andare al mare, tuffarmi in mezzo alle onde, andare in barca, ma dovetti dimenticarmi di questo desiderio con immensa tristezza.
 
  Prendevo vari farmaci, ma miglioravano solo momentaneamente i miei sintomi, arrivai al punto di  non voler uscire di casa nemmeno accompagnata, mi chiusi in me stessa e non desideravo vedere nessuno.
 
Ma un giorno, arrivò lui, il mio principe, e come in tutte le favole che si rispettino, ci innamorammo a prima vista. Lui era uno psicologo, e veniva a casa mia (chiamato naturalmente dai miei genitori) e se ne stava anche due ore a parlare con me. Venne per un anno intero, al termine del quale io ero guarita dalle mie paure, e lui mi chiese di sposarlo!
 
I miei genitori erano un pò perplessi, sapevano che queste cose succedevano spesso tra il medico e il paziente e non erano molto sicuri che noi ci amassimo veramente, ma vista l’ insistenza da parte nostra, accettarono, e incominciarono i preparativi. Le mie crisi di narcolessia erano diminuite, e non mi duravano tanto come prima, e Paolo, (il mio principe) era fiducioso in una mia completa guarigione.
 
Arrivò il giorno più bello della mia vita, il mio vestito bianco, bellissimo, faceva risaltare ancora di più i miei capelli neri, che avevo voluto lasciare sciolti e lunghi per accontentare Paolo. Lui pure era bellissimo, e i nostri cuori battevano talmente forte che sembrava quasi si sentissero .Io non pensavo nemmeno più alla mia malattia, tanto ero felice, e mia madre, che mi guardava in prima fila, piangeva continuamente...(come tutte le mamme di questo mondo).
 
Quando il sacerdote mi chiese:"Vuole lei per marito il qui presente... ecc. ecc." io sentì le gambe piegarsi e senza ascoltare più niente, caddi a terra..." la narcolessia si era ricordata di me, giusto in tempo per non farmi sposare!
 
Quando aprì gli occhi ero nel mio letto, il mio vestito da sposa appoggiato sopra una sedia, e Paolo che mi teneva una mano... però sorrideva, non sembrava preoccupato, e mi disse: Domani ti rivesti da sposa, e ci sposiamo veramente, voglia o non voglia la tua strega cattiva!!!
 
Io gli sorrisi, e feci cenno di si con la testa, ormai non mi faceva più paura quella strega, e Paolo, si avvicinò a me e mi diede un bacio lunghissimo e tenerissimo, dicendomi piano: "Sei la mia principessa, e ogni volta che ti addormenterai, ti sveglierò con un bacio"...


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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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L'autore
Franca Merighi

Sono nata a Milano, per caso, perché i miei genitori e tutta la mia famiglia sono di Bondeno (Ferrara). Avevo solo 5 anni, quando emigrammo tutti in America, nel bellissimo e prospero Venezuela, che ora purtroppo non è nemmeno l’ombra di quel paese meraviglioso che ci ha accolto con amore, dove sono cresciuta, dove ho

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