Dov’è la terra?
Nulla sfugge alla luce, nemmeno l’ ombra che zavorra anni di tempeste, granello su granello lontananze scolpite in viso. Dov’è la terra, dove le voci, le risa, i pianti dei figli? L’ urlo del vento scemava, sopraggiungeva uno strano silenzio. Assenza brillava in superficie, specchio d’ inganni e ricongiungimenti.
Ho imparato a dissipare la morsa sul cuore: la mia verità non è adatta a chi vive tra mura sicure.
-Eccomi- dico, sulla soglia, coi palmi aperti, pronto a sfamare e a cibarmi di pace. Non sanno della fragilità nelle giunture e prego perché non traspaia, ché ai loro occhi la tempra sia roccia. Sarà il mio mare a limare l’ estremo sospiro. Cadrò, onesto animale in una caccia, di notte.
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (2)
Affascinante scrittura poetica di Rita Stanzione. Si avverte la felice mano della poetessa anche in prosa. In pochi tratti tutto il dramma umano della vita di un vecchio pescatore. <br/> Molto apprezzato!
Sono qui in SO. S., ho cercato di nuovo il Sig. Antonio Licata ma la sezione dei "racconti" per me, essendo Socia Sostenitrice, non funziona. Cerco qualcuno che mi aiuti. <br/> per favore cerco aiuto. A. Licata giorni fa mi disse che controllava lui. Nulla. <br/> La signora gentilmente mi ha detto,, la signora Randazzo di andare a scrivere al sig. Licata ma non mi ha risposto nessuno. <br/> Rimango meravigliata di un sito serio come questo.


