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Comicità e Satira 15 novembre 2018 · lettura 4 min · 1050 letture

SATYRICON NOW - La Ricomposizione

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paolo corinto tiberio 24 racconti pubblicati
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Ma l’ Elvira ci si incazza di brutto e afferra il portacenere pieno di cicche posato sul tavolo e lo rovescia come un fulmine sul piatto del marito, che gli dice “ Siccome con le tue stronzate hai fatto passare l’ appetito a me, così te lo faccio passare a te, che siamo pari”… allora che si vede la cenere sull’ agnello arrosto, lo Spitillo si lancia come un toro verso la sua nemica, che solo il pronto placcaggio di due che stanno lì vicino scongiura la guerra funesta del giove adirato e della giunone furiosa… “ Qui si mette male” dico alla Lina, che per tutta risposta si alza e va a portarci la sua solidarietà femminile a quella… poi, assieme alle altre, se la portano un po’ via, a quella, così la tolgono dalla vista del marito che intanto ci balbetta ancora di rabbia per l’ oltraggio al suo ovino… tutti noi, poi, a dirgli di calmarsi, che nessuno ci ha ragione e nessuno ci ha torto in quella querella… insomma, tutte cose che si dicono in questi casi, noi gli diciamo… così il clima si rasserena un po’, che il cameriere riporta la porzione, che si ritira quella adulterata, che ci si rimette a mangiare e ci passa, alfine, sopra la testa tutta quella tempesta… si sta però un po’ tutti inibiti per quella conflagrazione, a mangiare, mogi mogi… quando rientra nella sala quel collettivo che poco prima ci aveva fatto la sua secessione, il Santovito prende la palla al balzo e ci strilla il suo slogan un po’ come allo stadio “ Pa- ce Pa- ce Pa- ce” e tutti noi allora “ Pa- ce Pa- ce Pa- ce”, che si fanno la loro pace, finalmente, quei due… allo Spitillo gli esce la sua lacrima di vino dagli occhi e si siedono buoni al tavolo e i camerieri intanto ci mettono sotto il naso vitello e piselli… ma uno lì, che si teneva nel gozzo la problematica sua precedente, riprende il filo del discorso interrotto prima “ Ma è un po’ che ci penso, insomma, si ha la bocca per mangiare o per parlare?… o meglio, l’ evoluzione ci è per prima cosa per la sopravvivenza o per la comunicazione?… eh, questo mi piacerebbe sapere, a me!…” al che il Sarchese gli dice subito “ Ma se ti usi un po’ del tuo buon senso, senza scomodarci i mostri, a tirarci giù delle conclusioni alla tua domanda, vedrai che te la sposti verso la sopravvivenza, la tua opinione… che puoi parlare solo da vivo, mai da morto… che il morto che parla, il quarantotto, esiste solo nell’ universo del lotto (ride)… che la natura ti sistema le cose quasi per benino, ma se li tiene ben stretti, lei, i suoi segreti, anzi, in certe cose ha buttato davvero la chiave e pace…” ma il Cavuto ci riporta al suo discorso, in questo modo “ Ma signori, ma qui si scantona, che vi siete messi su di una strada che non porta da nessuna parte, credo… la natura certamente non ce lo svela il suo ultimo segreto… perché tu gli dici?… perché sì, ti risponde e muta… capisco che affascina e attrae una sua dichiarazione tipo «È per te, o uomo, che sono stata fatta» ma metti poi che domani una meteora ti s’ impatta su un continente… puff… e ti esce the and al nostro film umano, che figura si farebbe?… ci riderebbero le stelle, a tanta presunzione… ma la natura questo non ce l’ ha mai detto, né ce lo possiamo ricavare da quello che fa e disfa… ma, ammesso che esista un’ evoluzione finalizzata dell’ organismo vivente, io me la rassomiglio più ad una fratta che a un pino lungo e dritto che punta al cielo… ma questo è tutt’ altro paio di maniche, io sospiravo per la parola, prima, che ci sta per qualcos’ altro, non solo per la fonetica sua…”

 

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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«satira menippea»

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L'autore
paolo corinto tiberio

Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto

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