Lui giocava con le bambole
Era ancora bambino, figlio unico ma carino, occhi verdi come il mare, biondi capelli ricci viso lungo, colorato. Mamma napoletana il padre sardo un omacione alto uno e novanta, in divisa d’ ordinanza, guardia notturna … uomo tutto d’ un pezzo, personaggio del paese di grande rispetto. Vittorio figlio unico, coccolato da madre e zie, forse innamorate di questo bel bambino lo vestivano da signorino, ma lui preferiva il grembiulino. Dolce e rispettoso, allegro sempre sorridente ammirato dalle donne che gli giravano attorno ma di questo io non l’ ho ricordo che lui ne fosse ingordo. Cresceva con le zie che lo educavano al femminile. Forse avrebbe valuto la presenza maschile ma suo padre di giorno dormiva di notte usciva per tornare all’ alba ma il figlio l’ ammirava. Vittorio giocava con le bambine nella strada con tendenza strana con le bambole di pezza lui gli dava una carezza, spuntandogli un sorriso e gli venivano le lacrime agli occhi come alle bambine di ieri come oggi facendo tanti elogi. In quel tempo in qui avevano da studiare dentro le mura che quella in, chiamata casa, armonicamente divisa in stanze collegate da porte con un bel cuore al centro. In quella casa e cresciuto, facendo progetti, trascorrendo pomeriggi all’ insegna della fantasia. La bambola è infatti sempre il giocattolo più agognato dalle bambine, che trascorrono interi pomeriggi ad inscenare storie di mamme e figli. Oramai lui era avvezzo portandole anche a letto. Nessuno in paese sapeva questo perché i genitori tenevano il segreto. Poi Vittorio cresceva come un ragazzo normale,casa e scuola, studente non era poi male prendeva tutti otto e dieci in italiano. Colto, intelligente ascoltava pure la gente. La domenica le messe. Poi visita militare, Cala mosca vicino al mare,ma lui si faceva rispettare. Fu esonerato dal servizio forse non si sa per quale giudizio per lui fu un supplizio non avere il fisico giusto . Poi come tutti i ragazzi di vent’ anni andava di moda la discoteca in quegli anni lui cantava e ballava, cappelli lunghi, abiti colorati, ma la tendenza era verso il proprio lo stesso sesso, lì si capiva molto presto il suo carattere effeminato oramai il dado era tratto per tutti un gay conclamato. Marina nome di battaglia. Rappresentante di cosmesi e corredi per la casa. Lui vendeva di porta in porta, procurando tanta roba nei corredi per le spose. In paese stava poco perché tutti lo guardavano e non era un bel gioco, in quei tempi, i diversi non erano visti molto bene, dai ragazzi del quartiere che sfottevano per dovere poi ridere alacremente in modo apparente. Ma lui senza mai vergogna passava a testa alta incurante della gente in strada. Lui amava le bambole e le treccine come tutte le bambine.
La bacheca del racconto
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Buongiorno Francesco (Silvia De Angelis)
Commenti (1)
Una diversa personalità maschile, che fin dai primi anni di vita <br/> si fa sentire forte... <br/> Racconto di grande realtà apprezzato

