57 lettori online · 355.927 poesie · 7.971 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Racconti Amore
Amore 3 settembre 2019 · lettura 3 min · 906 letture

Sentimenti

paola marchi 3 racconti pubblicati
+ Segui

Leggo parole, frasi, concetti poi vado a capo ai punti fermi e giro pagina in modo lento, mentre mi accorgo di non trovarmi qui con la mente.
Deglutisco saliva, socchiudendo le palpebre poi lo chiudo questo romanzo, che ora non mi prende più di tanto.
Accovacciata sul divano, stringo con le braccia le mie gambe al petto e sorrido con me stessa.
Un respiro si fa largo tra le mie narici per morire in un sospiro con una lacrima sul viso.
Mi mordo un labbro nel silenzio di questa stanza vuota dove il ricordo di un eco di parole erano la voce di uno sfogo.
Mi rimbombano nel cervello come un’orchestra di arpe e violini ed io ero lì solitaria ad ascoltare in un teatro vuoto di gente, il tuo segreto tenuto dentro.
Ora ce l’ho io e nessuno me lo porterà via.
E’ una medicina che mi arricchisce e dipinge di rosa la mia vita.
Riprendo il libro tra le dita, mi concentro su ciò che sto leggendo poi il tuo volto prende forma tra i vocaboli sbiaditi, scialbi ed intimiditi.
Il tuo dire ruggisce come una tigre e mi fa serrare di nuovo quel mio leggere impossibile.
Mi tocco il petto per tranquillizzare il cuore, così contento di essere stato scelto e di sapere ciò che custodivi dentro.
Troppo tempo si è offerto al rimuginare, congetturare, elucubrare, almanaccare, considerare poi meditare se è bene o se è male.
Accettare ed accompagnare con il sorriso sul viso ogni tipo di emozione, che ci scorre tra le viscere e che penetra le nostre esperienze poi sceglie il pensiero di come e con chi vivere l’esistenza.
La trepidazione ed il turbamento per un affetto non possiede barriere, confini, staccionate, limiti, palizzate, dogane e dazi.
Pregiudizi, stereotipi, dogmi sono ipocrisie da gettare in un pozzo senza fondo.
E le lacrime?
Ci sono anche le lacrime, fedeli compagne che mai ci lasciano.
Loro sono un dono gradito, che danno sollievo dopo tanto "nero".
Sono un vestito di sensibilità che da i brividi a chi le capisce.
Sono una cascata di acqua calda, che lava le pupille per poi riprendere a sorridere.
Ne asciugo una sulle ciglia poi sorrido.
Scorgo l’imbrunire di un giorno che va a morire ed invece del libro che mi invita a terminare il capitolo, accolgo tra le dita quel pezzo di ferro incandescente che racchiude poesia e sentimento.
Rileggo le parole.
Assaporo le frasi, le virgole, i punti a capo ma questa volta non mi distraggo.
Sono carezze ed abbracci che mi bruciano dentro come una lava bollente al posto delle vene.
Sono impeccabili doni di stima e fiducia che faccio miei in un silenzio di tomba.
Un copia e incolla dal cervello al cuore.
Un rimbalzare tra di loro, per una volta d’accordo.
Gioia infinita, grazie mille!

Paola Marchi

 

 

💬 0
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
‹ Racconto precedente
Fallu lavurari puru non mu pavi
Racconto successivo ›
Ago e filo rosso
‹ Precedente di paola marchi: E finalmente sorrido
Successivo di paola marchi: Il mio filosofo
L'autore
paola marchi

Non sono poetessa, ne scrittrice, solamente una donna, che rubando tempo al tempo di una vita reale colma di numeri, obblighi fiscali e doveri morali, si immerge in un' oasi di tranquillità, nella quale esprime quella Paola, che Nessuno conosce e neppure per un attimo, immagina che possa essere Lei, veramente tale.

Tutti i racconti →

Commenti (0)

Accedi per lasciare un commento.Accedi

Ancora nessun commento su questo racconto. Se ti va, scrivi il primo!