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Sociale e Cronaca 19 gennaio 2021 · lettura 4 min · 984 letture

Il sogno più brutto

Stefano La Malfa 4 racconti pubblicati
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Quella sera, Marco si era coricato un pò più tardi del solito ma non poteva prendere sonno. si girava e rigirava nervosamente. Sua moglie, aveva subito incontrato Morfeo, beata lei... Il pensiero di non riuscire a prendere sonno non gli faceva prendere sonno, e pensava: che cosa avrò mangiato o bevuto? Le solite cose... Ad un tratto, come colpito da una mazza alla nuca, si addormentò di colpo profondamente e subito iniziò a sognare, il sogno più brutto che aveva mai fatto... Si trovava a casa sua, con la moglie e sua figlia, non lavorava da alcuni giorni ed insieme ascoltavano in continuazione telegiornali, messe e vedevano vecchi film come drogati. Sua moglie preparava il pane e dolci e Marco non poteva uscire da casa perchè sua moglie premurosamente glielo vietava sempre. Fuori in strada non c’ era nessuno e nessuna auto in giro. Di rado si vedeva qualcuno  col suo cagnolino che vagava pensieroso. Si udivano sirene in lontananza, l’ eco dell’ Inno di Mameli e le note dell’ Ave Maria. Era tutto surreale dato che fuori  nel suo quartiere c’ era sempre molta vivacità. Le poche persone che si vedevano avevano strani comportamenti. Camminavano come zombi senza mai toccarsi fra loro, stavano ben lontani, si coprivano il viso con strane bende e frettolosamente si salutavano. Il silenzio era troppo assordante per essere vero... Nel sogno, ascoltava attento le notizie alla televisione della diffusione di uno strano virus che aveva colpito tutta l’ umanità e che forse pian piano avrebbe causato moltissime vittime, morti tutti di una strana polmonite, se non fosse stato scoperto presto un vaccino... Verso la fine di questo sogno, Marco sentiva freddo, molto freddo. S’ era svegliato di soprassalto perchè s’ era spalancata da sola la finestra della sua stanza facendo entrare un vento gelido. Alzatosi tutto intirizzito per chiuderla notava con sorpresa che fuori l’ alba tardava a fare capolino in una notte stellata e guardando distrattamente il cielo, vedeva una bellissima stella che lampeggiava come a cercare  la sua attenzione, a chiamarlo e a volergli  dire qualcosa... Difatti, una bianchissima nuvola aveva preso la  forma della Santissima Madonna,  per poi dissolversi dopo alcuni minuti tra i colori dell’ alba... Rimasto sbalordito e tutto confuso si ricoricava  e addormentava... Dopo appena qualche ora, il trillo freddo della sveglia lo svegliò di soprassalto e per alcuni minuti rimase immobile, stordito, muto senza capire dove fosse... Non volle raccontare a nessuno del suo strano sogno, troppo brutto e troppo bello nello stesso tempo. Dopo alcuni giorni purtroppo, cominciarono in sordina a trasmettere notizie della diffusione in Cina di un nuovo e potente virus che mieteva tante vittime. Marco, ripensò al suo sogno e si sentì gelare il sangue nelle vene; impallidito cominciò a  tremare e gli scesero in silenzio le lacrime. Abbracciò forte i suoi cari che sbalorditi gli chiesero: Stai male? Cosa c’è? Cosa devi dirci? Perchè piangi? Egli rispose: usciamo subito! Andiamo fuori a correre in un bel campo intriso di caldi raggi di sole, divertiamoci, cantiamo, balliamo, abbracciamo parenti e amici perchè domani forse non ci sarà un domani... Scenderà una lunga sera e avremo paura, paura di non svegliarci più, di non poterci amare più... Solo il sole si sveglierà puntuale mandando a riposar le stelle che veglieranno placide sui tanti morti che per l’ avidità di potere dell’ uomo sono morti. Il tempo e la ragione ci porterranno un giorno la salvezza che questa volta, tutti insieme, dovremo tenercela ben stretta.

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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L'autore
Stefano La Malfa

Molti mi conoscono col nome di "Stefano 61". Pubblico con gioia le poesie in questo Sito dal 2008, affrontando varie tematiche delicate che hanno riscosso sinceri apprezzamenti da parte degli altri autori, dando così sfogo alla mia vena poetica che ho sin da ragazzo. Altre passioni che coltivo sono quelle per la fotog

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