La coperta di Waterloo Station
Pochi giorni di lavoro all’ Union Jack club albergo destinato ai militari e alle loro famiglie, furono sufficienti per imparare le dinamiche del lavoro. La noia la pesantezza delle mansioni sempre uguali, ripetitive, alienanti frustranti per una personalità curiosa e vivace come era quella di Elisabetta, la rendevano sempre più inquieta e desiderosa di evasione.
Era pronta a tutto anche ad un rapporto d’amore provvisorio qualunque cosa pur di liberarsi dalle gabbie delle sue antiche tradizioni di perbenismo che la tenevano ancorata all’Italia.
La sua famiglia era stata prodiga di buoni consigli riguardo al suo modo di comportarsi nei confronti del sesso opposto, specialmente in un ambiente considerato pericoloso come l’Inghilterra di quel periodo:
I favolosi anni ’70. Infatti in quel periodo, molti giovani cercavano emozioni da consumare in fretta.
Pertanto, l’esuberanza unita alla gioventù, stimolava ognuno, a vivere senza implicazioni storie sentimentali a ruota libera.
Quanti viaggi di evasione e di piacere giustificati come viaggi-studio!
Così anche Elisabetta si era buttata in quel viaggio con tutto il suo spirito di avventura che andò pian piano affievolendosi nel grigiore di una realtà che si era rivelata più pesante di quella che aveva lasciato a casa sua.
All’Union Jack si lavorava duro tra corridoi, bagni camere da pulire, lavoro soffocante noioso e lei non era avvezza a siffatte esperienze.
Inaspettatamente, un giorno vide alla reception, una persona che si distingueva tra le altre per il suo portamento, i suoi occhi grigio-verdi con un colorito scuro, che metteva intensità al suo sguardo ammaliatore ( che bello che era!) pensava tra se e se “Questo ragazzo, potrebbe diventare colui che ho sempre sperato di incontrare”…
L’occasione venne in suo soccorso quando al termine del suo lavoro, lo incrociò sulla porta dell’ascensore e si ritrovarono accanto verso l’uscita…Lui con gran savoir faire, la guardò fissamente negli occhi e si presentò...Si chiamava Paul, era di passaggio a Londra per motivi di lavoro...
Ely, venne a conoscenza che era in procinto di lasciare l’albergo dopo il suo brevissimo soggiorno.
Era un avvocato appena laureato e aveva terminato il suo stage, sarebbe ritornato a Birmingham il giorno successivo.
Un’intesa, un sorriso, un bacio lieve sulla guancia furono le premesse giuste per sognare un futuro eccitante.
Il sogno incominciò a lievitare, e a farla volare con la fantasia, in universi nuovi ed emozionanti nella serata trascorsa in un pub caratteristico.
Tra musica soft , parole alternate a carezze timide Ely assaporava il gusto di una vita per lei fino ad allora sconosciuta e nel frattempo, la calda e sensuale voce di Paul, le insegnava parole sconosciute riguardanti l’amore.
Pochi minuti per raccontare tutto ciò che aveva trattenuto nella mente e nel cuore in una vita vissuta all’insegna di pregiudizi di paese che finalmente sembravano essere in via di estinzione.
Le piccole cose possono crescere... trasformarsi... arricchirsi...
In lei era nata una piccola storia sentimentale ed era in continua escalation anche se ancora nella magia della prima fase.
Il futuro aspettava dietro l’angolo e l’avrebbe resa felice, Ely sentiva che ciò era una certezza.
“Verrai con me a Birmingham domani?" Paul le chiese " Ti farò conoscere i miei”.
Ely era pronta e desiderosa di vivere questa storia d’amore e tutto ciò che ne conseguiva... Il domani arrivò.
Aveva due giorni di vacanza dal lavoro e li avrebbe trascorsi con questo ragazzo che la emozionava così tanto.
Durante il loro primo incontro fuori dall'albergo, Ely e Paul si rispecchiavano nei loro occhi, nei colori di un sogno non ancora conosciuto interamente, in cui si sentivano già molto emotivamente coinvolti.
“One coffee please !“ La mattina cominciò sotto i migliori auspici, nonostante il gusto del caffè fosse orribile in quel grazioso bar vicino al loro albergo.
Paul era raggiante, prendendo sotto braccio Ely, fiera, di essere al suo fianco.
Girarono per Londra ed Ely sprovveduta più che mai si atteggiava a donna vissuta.
“Partiano insieme questa sera?" a questa domanda lei aderì con entusiasmo peccato che persero l'ultimo treno.
Paul le propose di dormire sulle panchine di Waterloo station in attesa del primo treno del giorno dopo.
Iniziò un' interminabile nottata all ’insegna di tenerezze e promesse.
Il gelo penetrava nelle ossa era impossibile resistere a lungo. Paul le disse "Peccato non poter andar a dormire insieme in albergo" “Però una coperta posso andare a prenderla in camera mia" disse Ely "e poi ci copriremo qui sulla panchina”. Ely raggiunse velocemente l’U J C e prese la coperta dalla sua camera.
In questo breve tragitto, mille dubbi le attraversarono la mente, la intimorirono, distogliendola dalla felicità di quell’effimero amore. Ebbe paura di buttarsi nelle spire di un’avventura i cui contorni si allargavano sempre più verso uno scenario di incertezze.
Non varcò mai la soglia per uscire dall’albergo e la coperta non arrivò mai fino alla panchina di Waterloo station.
Così Elisabetta non venne mai a sapere che il progetto di quel ragazzo non era farle conoscere i suoi genitori ma ben altro ed il caso la sottrasse ad un destino che forse avrebbe riempito le cronache dei giornali.
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Commenti (2)
Un brano stilato ottimanente in cui il caso diventa positivo protagonosta di un'avventura a lieto fine... fortunatamente per Elisabetta!
Un racconto descrittivo, piacevole, che ti prende dal primo rigo, una storia interessante, con tanti desideri e progetti per una nuova vita, diversa da quella vissuta in famiglia. <br> Piccola riflessione "avrei lasciato vivere a Elly, questa storia nata così per caso alla Union Jack club... <br> Forse sarebbe stato l'amore vero della sua vita!
Ma questa è un'altra storia!


