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Biografie e Diari 16 febbraio 2021 · lettura 6 min · 958 letture

Viaggio

Pasquale Lettieri 219 racconti pubblicati
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Il fato, il destino, rocamboleschi momenti e serene giornate, conflitti e lotte, messaggi ancestrali incisi nel nostro codice genetico fin dal primo sdoppiamento di cellule, la nostra vita...  Siamo storia di un’ infanzia incosciente che ci disegna carattere, passioni e sentimenti, binari che attraversano gallerie che terminano a una stazione visitata più volte con un ritornare indietro sempre con lo stesso treno, stessa poltrona, seduti davanti a un finestrino a osservare quello che inconsciamente già sappiamo di noi, vissuto e conosciuto. La nostra vita prende corpo formandosi all’ oscuro di noi, dalla prima infanzia, e nel susseguirsi dell’ adolescente, stop, stazione di arrivo... Certo, il panorama può cambiare viaggiando, ma state certi, dipingiamo sempre il tutto con i soliti colori emotivi impressi in noi dalla storia di crescita primaria, e dall’ impronta, forma, che questa ha modellato nel nostro cammino; nel percorso della nostra esistenza possono cambiano gli alberi, i personaggi, ma mai, cambiano i colori della nostra personale tavolozza di colori, che abbiamo sparso attraverso conflitti, paure, gioie e stati d’ animo sull’ impronta della nostra prima crescita, quando il sovrano di noi era dormiente. Procediamo così, per il resto del viaggio con il bagaglio emozionale che è stato impresso negli anni dell’ infanzia e nella nostra giovane età: fato...! Fortuna, eventi positivi, attraversate senza traumi e con.  Infanzia serena e adolescenza con pochi conflitti tracciano un paesaggio sereno, ricoglioso, gioioso con colori sgargianti; viceversa, la nostra vita sarà piena di sussulto, di rimpianti insoddisfazione e malcontenti dovuto alle pietre genitoriali della nostra costruzione. Voglio dire, che siamo schemi indirizzati, malgrado ci sforziamo, cercando di evolverci, di mutare, di trasformarci, sempre tali noi restiamo, siamo forme precostituite dal caso, destino, fato, indirizzo, che ci forgia dalla tenera età fino all’ adolescenza; il dopo è una ripetizione emotiva dei primi sentimenti provati, e dei primi approcci nel giardino della vita, un libro letto e riletto che conosciamo bene, perché l’ impronta emotiva mai cambia nella sbuffata di fumo del treno alla stazione, pronto per partire alla traversata del paesaggio, nell’ andare e ritornare; stiamo seduti sulla poltrona della solita carrozza che percorre sempre lo stesso tratto di binari, strada, paesaggi, gallerie, amori, dolori, gioie, paure e piccoli frammenti di quieta che chiamiamo felicità. C’è un treno che corre e va. Una strada di pietre percorsa da binari anneriti dal passo di rotaie. Un motore che sbuffa nuvole di fumo. Gallerie ... percorsi ... arrivi ... partenze ...Un capo treno che chimiamo super Io con un cappello in testa bordato da una fascia rossa; Un fischietto nella mano ...Un si può e non si può,un segnale rosso, verde e giallo ... C’è una stazione di pensieri primari che ben conosciamo. Un grosso orologio bianco con numeri neri segnati a caratteri grandi, le sfere, sono lance appuntite che indicano i moti della vita: Emozioni...! C’è un treno che parte e uno in arrivo. Binari fatti con fili di pensieri, idee giuste e sbagliate, gente che sale e persone che scendono dal vagone, indirizzati in cliscè abituali. Rotaie arrugginite dal tempo scottano al sole. Brulicano emozioni alla stazione. Si arriva sempre allo stesso punto, solita fermata, indietro nel tempo, avanti nel futuro, che è uguale al presente emotivo di sempre, si resta in attesa dell’ ora precisa, quale ora...? Sempre la stessa...! Momento interiore inciso dal fato, siamo lettere indirizzate ...C’è un treno, che parte ogni giorno ...Leviga col peso del legno tra i due binari e  il ferro di questi,  solito punto, predestinati binari... A volte è colorato il treno, altre in bianco e nero, altre,  incolore. C’è un treno nei nostri penseri che sbuffa, avanza, trasporta e torna indietro: stazione di arrivo e di partenza...


Se solo riuscissimo trasformare il punto di partenza o di arrivo invertendo i binari e i pensieri variando stazione e treno, spostando i binari qualcosa cambierebbe ...Forse si, oppure, arriveremmo sempre alla nostra solita stazione..?Poco, posso fare per cambiare il percorso emozionale impressomi nell’ infanzia e precostituito dal fato, ma una cosa posso farla, si certo, ampliare la conoscenza e dilatare la percezione del sentire l’ eco della vita attraverso l’ unica mia esistenza.
Fine del viaggio...!?
Scarto dentro ai miei pensieri le pietruzze lunariche impediscono il percorso degli stessi  nell’ oceano del tutto maretra anfratti di buio e alghe ballerine. Scarto, setaccio l’ acqua sporcache rende i miei pensieri appannati, senza luce e senza fiamma. Li libero dalle scorie del sentire primitivo, li pulisco dalla loro falsità,poi analizzo la composizione della loro nascita, le immagine che producono, i ritmi e le cadenze, le pause e la sostanza. In’ ultimo comprendo bene il letto del fiume e i depositi dell’ acqua che creano la sabbia. Me ne rammarico di questo... poi rido... Paragono spesso questi depositi di sabbiaal motore della mia macchinache ogni mattina sbuffa, non gira a dovere, così mi perdo nell’ elica del motorino di avviamento. Perdo spesso il perché del tutto, perché, che poi ritorna sull’ asfalto autostradalequando ascolto Frank Sinatra che mi conduce pianoal di là della porta d’ ingresso del mio cuore, dove, tra vallate colorate scorrono chiari fiumi.
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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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L'autore
Pasquale Lettieri

La bellezza dell’essere sta nella tolleranza, nella comprensione, nella fiducia, nell’accettare il diverso che dentro di noi muta. Nel porre soprattutto ogni giorno, fiducia alla vita. Sono sempre interessato a quello che accade dentro di me, sin da piccolo, in particolare a come rotolano le biglie sul tappeto ver

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