Dramma
28 febbraio 2011
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Non è servito resistere (2° parte)
Sono ancora qui, dopo tanti anni da quei terribili momenti, apparentemente viva, ma morta dentro.La mia vita è finita insieme alla mia amica del cuore, fiore appena sbocciato sradicato dalla terra madre che lo accudiva nella sua pienezza.Ho cercato di resistere per ottenere giustizia per entrambi, ma è difficile in questo mondo basato sull’ipocrisia e l’iniquità.Mi viene da ridere quando nelle aule di tribunale leggo “La legge è uguale per tutti”, una frase che tranquillizza l’animo a chiunque si trova nel giusto, ma è una frase che non risponde al suo vero significato.Dopo avere tanto lottato, dopo avere affrontato troppi processi in cui ho dovuto ripercorrere quegli orribili avvenimenti, mi sento stanca e delusa. Non solo non credo più nella giustizia, ma ho anche dubbi sull'esistenza di Dio e questa è la cosa che mi fa più male, perdere la fede.Quegli uomini (se così si possono chiamare), non hanno pagato il male fatto e inoltre non si sono mai pentiti. Noi, ragazze semplici, di famiglia modesta, come potevamo metterci al pari di famiglie facoltose con mezzi e conoscenze importanti, pronte a difendere l’indifendibile.E così dopo tutti questi anni sono qui a subire il destino beffardo che ancora una volta mi ha preso di mira. Questa volta però mi lascerò andare, non lotterò più per restare in vita su questa terra che non mi ha dato nulla. Andrò, forse, nel luogo dove regna la vera giustizia, quella divina.
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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.