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Biografie e Diari 11 giugno 2025 · lettura 3 min · 444 letture

Il concepimento (La cultura dell’amore)

Francesco Andrea Maiello 234 racconti pubblicati
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Mi vidi fluido

d’amor rovente,

seme di anima nascente,

già cellula vivente,

pronto a germogliar

nel tiepido calor

del grembo materno.

Sin dal concepimento

mi riconobbi soggetto pigro,

già tanto strano che,

disdegnando gli affanni vitali,

da prodotto di amore amava

crogiolarsi nel caldo tepore

di quel letto naturale

a lui tanto congeniale

sotto il prediletto tetto materno

e non gli andava venir alla luce.

 

Fui preso allora a forza

con un forcipe in fronte

e la mia vita ebbe inizio

con mia madre gemente

per un parto distocico

tra doglie lancinanti!

Venni così alla luce

tra vere urla strazianti

ed anche il mio vagito

fu un urlo assordante

davvero impressionante.

Ancora oggi, con la mia

sofferta esistenza,

pago il fio del dolore natio

per le traversie di una primipara,

donna piacente di difficile gusto

a cui nessuno andava giusto.

 

Ripiegò su quel sant’uomo

di mio padre ma poi,

da vera mamma ingrata,

da sola si scatenò una malattia

allo scopo di turbarmi l’adolescenza,

negarmi la giovinezza, rovinarmi

la vita e dannarmi l’esistenza

alla mercé della sua mente insana,

obnubilata dall’amarezza

di un fegato intossicato

per la mia resistenza a venir alla luce.

 

Adesso da lassù è infin rinsavita

e, per ripagarmi le terrene pene

e addolcirmi finalmente la vita,

mi ha mandato in soccorso

una Musa che ancor più mi ha confuso.

Son passato così dal coma epatico

all’estasi contemplativa

o visione estatica e sono, pertanto,

vittima dell’ennesima mania...

il destino con le donne mi fu

sempre fatale per non dir letale

con l’ardore dell’amore esitato

nell’arsura di una sterile scrittura.

 

 

 

 

 

 

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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L'autore
Francesco Andrea Maiello

Sono un medico di famiglia, scrittore di morale che considera l’anima una triplice coscienza: vigile, consapevole e morale. Più chiaramente l’anima è certezza di esistere (cogito ergo sum – CARTESIO), consapevolezza di amare (amo e sempre sarò – Maiello da PLATONE) ed eleganza di vivere con la coscienza morale (gnothi

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