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Biografie e Diari 10 maggio 2011 · lettura 3 min · 1299 letture

Una serata un po' così... (Luglio 2010)

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Giuseppe Morelli 23 racconti pubblicati
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Si comincia a sudare da fermi, il ventilatore smuove aria calda, non mi rado da sei giorni e il cane boccheggia sotto al letto.

 Sono le nove di sera di un giorno normale: non è successo granché, le stesse cose, lavoro finito e chiacchiere superflue.

 Sorseggio la quarta birra gelata a piccoli sorsi, non voglio mica prendermi un colpo mi lascio avvolgere dalla spirale dell'alcool e fumo il doppio di quando son sobrio. Niente di interessante in tv, di leggere non me la sento e a dispetto di quel che si dice degli ubriachi mi si muove qualcosa fra i pantaloni; sono solo in casa, lascio che si raffreddino i bollenti spiriti e mentre continuo a sorseggiare birra vengo travolto da una leggera inquietudine;

 mi sembra di aver buttato via qualcosa, non so, il tempo sta cambiando e la storia si ripete, sono dietro a rincorrere l'inafferrabile non è semplice essere registi di sé, si finisce per recitare il solito copione di consuetudini, monotonia, cercando la variante che possa rendere a un giorno qualunque una manciata di ore da vivere decentemente.

 Per distrarmi e non pensare a niente potrei fare una passeggiata, prendere una boccata d'aria, andare dritto all'inferno e tornare indietro ma considerando che una gabbia vale l'altra decido di restarmene dove sono.

 Accendo la radio a basso volume, trasmettono una canzone sdolcinata, ho il miele nella bocca, con la birra non lega mi dà il voltastomaco, spengo la radio e dormo nudo.

 Se avrò i postumi danzeranno le pareti; non ho la velocità di ripresa di una volta ma non mi preoccupo, riesco ancora a cavarmela, poi, da domani avrò le ferie a tempo indeterminato e quindi, tempo a sufficienza per ritornare in me.

 

 

 

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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L'autore
Giuseppe Morelli

Scrivere mi aiuta a mettere in chiaro me stesso, a risanare gli equilibri; è la dimensione congeniale in cui piace perdermi... per ritrovarmi.

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