Amore e salumi
Quando improvvisamente mi ritrovai era notte fonda. Avevo bevuto tanto per dimenticare me. Avevo perso l'orientamento del tempo e dello spazio, ma ancora non ero contento. Mi ritrovai pallido e sconfitto sulla spiaggia umida a pochi passi da un mare inquieto. Avevo bevuto vino bianco secco per tutto il giorno, volevo annegarci dentro, insomma scomparire, essere inghiottito tra i flussi delle bollicine alcoliche che salivano dal basso della bottiglia verso il collo stretto del travaso. Tutto era successo così in fretta che nemmeno me ne accorsi: " Lucia mi aveva lasciato per un'altro." Me l'aveva detto così semplicemente che non mi sembrava vero, leggera si pronunciò davanti a due tazze di caffè fumante che attendevano di essere sorseggiate tra veleni e onde di rancore. Sulle prime non capivo, non comprendevo ancora, ma quando Lei diventò seria e mi disse che si era innamorata del salumiere vicino casa Sua, io sprofondai tra salami e formaggi, tra prosciutto cotto e crudo e odore di salumeria. Non volle darmi spiegazioni Lucia, mi baciò sulla fronte dicendomi addio e si allontanò mentre l'aria circostante le apriva la strada, sparì tra il fumo della marmitta di un camion che passava per strada veloce. Rimasi seduto ad osservare il nero del caffè senza muovermi tra i fili dell'aria, rimasi muto dentro un tempo che nulla mi concedeva, se non un perché era successo tutto questo. Eppure, Le inviavo ogni mattina poesie legate vicino ad un mazzetto di fiori di campo. Non gli facevo mancare mai l'acqua dell'amore, la dissetavo ogni giorno come si fa con una rosa, ogni giorno mi prendevo cura dei suoi bisogni e dei suoi desideri. Come era possibile che avevo mancato all'amore? Non me lo perdonavo. Cercavo dentro una risposta che non arrivava, le onde di rabbia miste a un dolore forte salivano e bagnavano il mio corpo. Piangevo dentro, senza curarmi del cameriere che mi chiedeva cosa mi fosse accaduto, soffrivo tanto che dimenticai me tra due tazze di caffè oramai sfumate della loro anima, pagai in fretta il conto e camminai facendo vibrare le gambe ad ogni passo. Amavo Lucia più di tutto, non la volevo perdere per nulla al mondo, avrei fatto di tutto per riconquistarla, si, fatto di tutto e di più. Ma nel frattempo, il rumore dei sentimenti rotti mi tagliavano la carne, volevano uscire dal mio corpo, andare verso... verso il mare, per infrangersi poi sulla scogliera, come fanno le onde arrabbiate. Pensai, camminando veloce, che il vino bianco secco mi avrebbe aiutato a sparire, comprai due bottiglie di vino e sparii davvero. Tracannai l'aromatico vino nel mio corpo e camminai sperdendomi tra i vicoli stretti della mia anima. Passarono così le ore, senza che me ne accorgessi, ritrovandomi sulla spiaggia umida di Mergellina, tra coppie di ragazzi felici e rumori di baci. Tutto avevo perso, in un solo istante. In un solo istante cambiano le cose, cambiano i sentimenti e anche le persone. Lucia alle mie poesie aveva preferito il sorriso del salumiere., Aveva preferito la leggerezza dei pensieri, il volere senza cornice, il prendere senza parlare e senza chiedersi della qualità del cibo. Aveva preferito l'istinto puro alla complessità della vita. Continuai a inviarle poesie, ma non accadde nulla. Solo dopo tanto tempo si fece viva Lucia, si fece viva solo per ringraziarmi delle belle poesie che gli avevo dedicato tempo indietro, ne andava fiera mi diceva, fiera di essere l'espiratrice o la musa di queste poesie, mi inviò anche un salame con una lettera allegata, la lettera diceva: "Mangialo che è buono."
Risi tanto, quel giorno che ricevetti salame e lettera, risi tanto che in'ultimo mi perdonai, la perdonai per il buon salame inviatomi, ma soprattutto, la perdonai per suo gesto di riappacificazione, gesto semplice e genuino, gesto che mi sorprese tanto che spiazzò la rabbia dei miei sentimenti. Avevo amato Lucia, l'avevo amata per la bambina che portava dentro di sè, bambina semplice e innocente, e se avevo provato amore era proprio grazie a questa bambina che ora più che mai, con un gesto semplice mi chiedeva perdono a modo suo, facendomi comprendere la semplicità degli addii e delle separazioni con un semplice salame.
La bellezza dell’essere sta nella tolleranza, nella comprensione, nella fiducia, nell’accettare il diverso che dentro di noi muta. Nel porre soprattutto ogni giorno, fiducia alla vita. Sono sempre interessato a quello che accade dentro di me, sin da piccolo, in particolare a come rotolano le biglie sul tappeto ver
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