Lena
Quando Lena si trovò sola, a cospetto di tutto quello che bolliva nella pentola dentro di Lei, quasi sveniva, perché dall'alto, osservando bene nel pentolone, vedeva la Sua vita trascorsa fino a quel momento, inutile, senza prospettive, senza amore, senza quella bambina che da piccola si nascondeva alle persone per il troppo provare. Si, proprio così, quando in particolare, la Sua anima si gonfiava d'amore e nessuno la comprendeva. Da piccola, aveva ricevuto poco amore, nessuno si accorgeva di Lei, e per questo che decise un bel giorno di abbandonare la stessa bambina che richiedeva il ricco sentimento dell'amore in continuazione, e di vestirsi con la pelle degli adulti. Certo, tutto questo dolore l'aveva allontanata dal centro del Suo essere, certo, tutto questo allontanarsi da Lei, l'aveva resa roccia nel vivere quotidiano , ma mollichina bagnata quando rimaneva da sola. Infatti, quando stava da sola, gli si stringeva la gola, aveva paura di morire, non aveva fiducia nelle persone, e scoppiava a piangere e a disperarsi, se la prendeva con tutti e tutto, malediva la Sua vita, e finiva sempre o quasi, con l'addormentarsi tra i fiumi delle lacrime che straripavano dai suoi occhi neri e luccicanti, bagnando i colorati cuscini del suo letto.
Per dimenticarsi, raccoglieva da se un'energia particolare, e questa, la consentiva di fare di tutto,: " studiava, lavorava, si impegnava nel sociale," e se qualcuno aveva bisogno di Lei, immediatamente si prestava a qualsiasi operazione per rendere sereni gli altri: " conosceva il dolore ". Gli altri erano la Sua forza, anche perché , le permettevano di non pensarsi, di non vivere e di non respirare l'aria che la bambina abbandonata gli richiedeva quasi sempre come una persona che stava per annegare. Tutto così gli andava bene, e la sera tardi, distrutta, andava a letto già stabilendo nell'indomani i movimenti e le cose da fare per non essere presente a se stessa. Ma quella mattina qualcuno, o meglio qualcuna, si presentò... bussò forte alla porta...
Mentre stava indossando un vestito fatto con disegni di ciliegie rosse, ciliegie che le rallegravano per breve il cuore, si ascoltò improvvisamente dolorante, qualcosa, o meglio, una forza interna la spingeva ad alzare il coperchio della pentola che dentro di Lei bolliva, usciva fumo da Lei, quasi un incendio si avvertiva, e un'angoscia diversa provava, un'angoscia mai avvertita prima, più dolorosa, più penetrante, lancinante. Non gli rimase altro che togliere il coperchio dal Suo essere. Vide così, la bambina che piangeva addolorata, che si dimenava, che strillava. Lena, non sopportava questa visione, e a un certo punto, allungò le mani nell'acqua caldissima per prenderla con sé, ma si scottò, ritrasse così le mani, e piangendo cominciò a chiedersi come salvare la bambina. Se lo chiese così intensamente, che per magia l'acqua che bolliva, cominciò a raffreddarsi, non c'era più fumo, e non si avvertivano più strilli di dolore. Lena, pensò ad un miracolo, e così, si avvicinò nuovamente a se stessa, e visto che l'acqua, poi, non era più bollente, allungò nuovamente le mani nella pentola dentro di sé, prese la bambina tra le braccia, e la tirò fuori. La baciò, si baciarono, si baciò. Cominciò così per Lei, un nuovo giorno, con una nuova vita insieme alla Sua bambina. Tutto era diverso da com'era prima, ora rideva, sorrideva a tutti, ora, era gioiosa, finalmente dopo tanti anni, era riuscita per magia e altro, a riconciliarsi con una parte di sé, una parte piccola, fragile, impaurita, ma anche con quella parte indispensabile della Sua vita che la conduceva tra i mille percorsi della vita, con un'altro sorriso e un'altro passo. Lena ora, era Lena davvero, ora non roccia, né pagliuzza, ma era semplicemente una persona intera dentro alla scatola magica della pentola a pressione quale è la vita.
Si mise a piangere, questa volta per la gioia, mentre la bambina con le mani lanciava in aria coriandoli di sentimenti. Lena, indossò in fretta l'abito che gli piaceva tanto, quell'abito con disegni di ciliegie rosse, uscì in fretta di casa, e ripartendo dal punto che si era fermata un giorno lontano nella Sua infanzia , riprese il cammino correndo per recuperare il tempo.
La bellezza dell’essere sta nella tolleranza, nella comprensione, nella fiducia, nell’accettare il diverso che dentro di noi muta. Nel porre soprattutto ogni giorno, fiducia alla vita. Sono sempre interessato a quello che accade dentro di me, sin da piccolo, in particolare a come rotolano le biglie sul tappeto ver
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Le sensazioni lasciate dai lettori.
Incantevole risveglio! (Domenica)
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